Un assegno per le famiglie con figli. L’estensione del congedo parentale almeno per altri 15 giorni. E la proroga del bonus baby sitter. Sono queste le tre misure su cui punta il ministro per la Famiglia, Elena Bonetti, per la fase due dell’emergenza Coronavirus. Una serie di strumenti per aiutare i genitori e soprattutto i più piccoli ad affrontare un periodo in cui le scuole resteranno chiuse e anche le attività all’aperto saranno limitate. Intervistata da SkyTg24, Bonetti delinea la strategia del governo per sostenere le famiglie e per evitare una crisi non solo economica ma anche sociale.

L’estensione del congedo parentale e del bonus baby sitter

La prima misura di cui parla il ministro è l’estensione del congedo parentale per almeno altri 15 giorni. Con la “compartecipazione di padre e madre dove possibile: se abbiamo una donna medico, chiaramente non può prendere il congedo e viceversa”. Il congedo parentale straordinario è stato introdotto dal governo – per 15 giorni – in seguito all’emergenza Coronavirus, per la necessità di aiutare i genitori che si sono ritrovati i figli in casa, con le scuole chiuse a partire da inizio marzo. E le scuole, come confermato dal governo e dal presidente del Consiglio, non riapriranno prima di settembre. Motivo per cui i congedi diventano centrali. Allo stesso tempo bisognerà prorogare il bonus baby sitter, magari estendendolo “nelle possibilità di utilizzo” e non rendendolo solo una tantum.

Fase due per le famiglie, l’assegno per i figli

Ma la vera misura chiave, per Bonetti, è un assegno mensile per tutti i figli. “Un sostegno di stabilità per le famiglie, per i figli”. Qualcosa di diverso dal congedo, che prevede comunque una decurtazione parziale dello stipendio. L’obiettivo, per il ministro, è quello di fornire un’entrata fissa alle famiglie, su cui “riorganizzare la vita e i consumi familiari”. Cifre che varierebbero in base all’Isee, che possono andare da 80 a 160 euro al mese e che venga erogata “da qui a dicembre”. Non mettere in campo una misura del genere, per Bonetti, condannerebbe “le famiglie a una incertezza sociale e porterebbe anche al rischio di denatalità”.

L’estate per i bambini

Uno dei problemi principali riguarda l’estate, con la difficoltà per i bambini di uscire, di giocare con i loro coetanei e di stare all’aperto. Per Bonetti il problema dell’estate è “significativo” e per questo è necessario pensare ad “attività educative, di comunità e socialità”. E da qui nasce una proposta, quella di riaprire “le scuole 0-6 anni in estate per organizzare attività in piccoli gruppi”. E su questo “investiremo almeno 35 milioni per costruire una rete organizzata”, assicura il ministro per la Famiglia. L’idea è quella di un “modello che comprenderà piccoli gruppi per poter mantenere il distanziamento dei bambini e per poter eventualmente rintracciare subito i contatti in caso di contagio”.