Il bonus baby sitter è una misura previdenziale messa a punto dall'Inps per supportare le famiglie con bambini fino a 12 anni durante l'emergenza Coronavirus, dal momento che le scuole sono chiuse. La misura, inserita all'interno del decreto Cura Italia, prolungata e potenziata a con il decreto Rilancio, prevede un bonus che può essere di 1200 o 2000 euro in base all'inquadramento lavorativo dei genitori. Il bonus baby sitter e centri estivi è alternativo al congedo parentale straordinario: ogni famiglia può beneficiare soltanto di una tra le due misure. Può essere speso per pagare i centri estivi, ed è incompatibile con il bonus per asili nido. Ci sono diversi requisiti da soddisfare per ottenere il bonus baby sitter: per esempio il bonus è incompatibile per famiglie che usufruiscano già di altri sussidi e incentivi. Ma vediamo nel dettaglio come funziona il voucher baby sitter e chi lo può richiedere.

 Bonus baby sitter per i nonni: quando possono fare da prestatori

Come chiarito dall'Inps in una circolare dello scorso 17 giugno, il prestatore del bonus baby sitter (quindi chi si occupa del bambino) può essere anche un nonno o un altro parente o amico, purchè non sia convivente. Infatti la circolare precisa che il bonus non è previsto qualora siano i familiari a occuparsi dei minori in questione, ma solo qualora il familiare conviva con il richiedente: è possibile invece che siano i nonni o altri parenti a fare da prestatori quando vivono e sono residenti in un Comune diverso rispetto a quello della famiglia che presenta la richiesta.

Come funziona il voucher baby sitter erogato dall'Inps

Introdotto con il decreto Cura Italia, il bonus baby sitter è stato prolungato con il decreto rilancio. Il bonus consiste attualmente in un indennizzo economico dai 1200 ai 2000 euro (quest'ultimo solo per lavoratori considerati "a rischio", appartenenti ad ambito sanitario, di soccorso pubblico e di pubblica sicurezza). L'obiettivo è di sostenere le spese per il pagamento di una baby sitter regolarmente assunta per badare ai figli mentre i genitori sono al lavoro, o per usufruire di centri estivi e servizi educativi e ricreativi territoriali. Il bonus baby sitter non può essere richiesto qualora siano i nonni a farsi carico della cura del bambino: un comportamento che sarebbe in ogni caso da evitare durante l'emergenza Coronavirus, dal momento che gli anziani sono tra le fasce più a rischio contagio. Può essere utilizzato fino al 31 luglio, e viene richiesto sul sito Inps.

A chi spetta il bonus baby sitter: i requisiti per richiederlo

Il bonus baby sitter spetta alle famiglie (anche affidatarie) con bambini al di sotto dei 12 anni. Oltre a questa condizione, vi è un altro requisito, ovvero che nel nucleo familiare non sia presente un beneficiario di altre misure di sostegno (come la Naspi e la cassa integrazione ordinaria). Chi ha beneficiato già del bonus baby sitter da 600 euro potrà richiedere solo altri 600 euro, mentre non è possibile usufruire del voucher qualora si sia già beneficiato del congedo parentale straordinario o del bonus nido. Se si ha più di un figlio, sarà possibile richiedere due bonus che tuttavia non dovranno superare l'importo massimo di cui si ha diritto (quindi, nel caso di una famiglia di due figli a cui spetta un bonus da mille euro, si potrà richiedere il voucher da 500 euro per ciascun figlio).

Come abbiamo già anticipato, il bonus baby sitter spetta alle famiglie con bambini per supportare queste ultime durante il periodo di chiusura delle scuole a causa dell'emergenza Coronavirus. Il nuovo tetto massimo del bonus baby sitter, così come stabilito nel decreto Rilancio, è di 1000 e di 2000 euro in relazione al lavoro svolto dai genitori, e può essere richiesto da quelle famiglie con bambini che non abbiano compiuto 12 anni alla data del 5 marzo 2020.

  • il bonus da 1200 euro spetta a genitori che lavorano in realtà produttive private, ma anche ai lavoratori autonomi con partita IVA o a coloro che appartengono alla gestione separata della previdenza sociale;
  • il bonus sale a 2000 euro per quelle categorie di lavoratori considerate "a rischio" durante la pandemia di Covid-19: appartengono a questa categoria tutto il personale sanitario pubblico e privato, gli addetti al soccorso pubblico e alla pubblica sicurezza.

Bonus baby sitter, come fare richiesta

Per richiedere il bonus baby sitter bisogna collegarsi sul sito di Inps e compilare la domanda online, autenticandosi mediante documento di identità elettronico, carta nazionale dei servizi, pin del sito INPS oppure effettuando l'autenticazione tramite SPID, ma solo a partire dal secondo livello. Il pagamento viene effettuato per mezzo del libretto famiglia. Per poter completare la procedura, è necessario che sia l'utilizzatore (la famiglia beneficiaria del bonus) che il prestatore siano registrati sul sito INPS. Per inoltrare la richiesta del voucher baby sitter è possibile anche telefonare ai numeri messi a disposizione dall'Istituto nazionale per la previdenza sociale, che sono l'803164 (numero verde) e lo 06164164 (numero a pagamento). Infine è possibile recarsi presso il proprio patronato per inoltrare la domanda. L'INPS ha creato una guida passo passo da seguire per richiedere il bonus baby sitter senza sbagliare: dopo aver compilato correttamente i moduli e aver inoltrato la domanda, bisognerà accedere al proprio libretto famiglia per finalizzare l'operazione e poter letteralmente effettuare l'appropriazione del bonus.