E la spending review si abbatte anche sugli italiani del Bosone di Higgs

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Nel decreto sulla “revisione della spesa pubblica”, emergono anche i tagli alla ricerca. E il più penalizzato, paradossalmente, è proprio l’Istituto nazionale di fisica nucleare, che ha contributo all’individuazione della particella di Dio.

E' stato un risveglio amaro per i ricercatori italiani che hanno consentito la scoperta del bosone di Higgs. L'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn),protagonista nell'individuazione della "particella di Dio", si è visto ridurre pesantemente i fondi dal governo nell'ambito della spending review. Sebbene, infatti, tra le misure della "revisione della spesa pubblica" sia stata cancellata in extremis l'annunciata ristrutturazione di Cnr (in cui dovevano confluire l'Istituto nazionale di ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l'Istituto italiano di studi germanici e l'Istituto nazionale di alta matematica), nell'allegato 3 del decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale si legge bene che i fisici dell'Infn da oggi dovranno portare avanti le loro ricerche con 9 milioni di euro in meno.

Anche l'istituto nazionale di fisica nucleare deve fare i conti con i tagli del governo, che peraltro sembra accanirsi proprio sull’ente che ha appena conseguito un grande successo internazionale. La "revisione" corrisponde infatti al 3,78 per cento  per quest'anno e del 10 per cento negli anni successivi. Per gli altri, infatti, i tagli sono minori: per il CNR (il maggior ente pubblico di ricerca italiano) saranno di 1,23% nel 2012 e 3,28% nel 2013 e oltre; ASI (Agenzia Spaziale italiana) 0,21 e 0,56; INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia): 1,31 e 3,59; INAF 0,48 e 1,29.

Una notizia appresa con amarezza dal presidente dell'Infn Fernando Ferroni:

Appena finito di celebrare il ruolo avuto dalla fisica italiana e dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nella scoperta del bosone di Higgs abbiamo ricevuto il premio. Un taglio del 10% del personale tecnico e amministrativo e un taglio di bilancio che ci impedirà di continuare a essere protagonisti nel contesto internazionale.
L’ente è ovviamente disponibile ai sacrifici necessari per il risanamento del paese ma rimane stupefatto dalla logica di un taglio che e’ il maggiore tra tutti quelli applicati agli enti di ricerca e fatto senza alcuna consultazione. Distruggere l’eccellenza è semplice e lo si può fare con un decreto, ricrearla sarà un lavoro di molte generazioni”.

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