Pensioni, quando arrivano i pagamenti di novembre 2026: il calendario di Poste Italiane e le ultime novità
Le prossime pensioni verranno accreditate sui conti correnti bancari lunedì 2 novembre 2026, ovvero il primo giorno bancabile del mese. Infatti, il 1° novembre è un festivo. La stessa data varrà per chi riceve i trattamenti tramite un conto BancoPosta, una Postepay Evolution o li ritira in contanti agli sportelli postali. Il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio per il 2027, delineando coperture e misure economiche. Il testo, che introduce diverse novità in materia previdenziale, passa ora all'esame del Parlamento per l'approvazione definitiva.
Viene istituito un fondo triennale da 850 milioni di euro all'anno (2027-2029) per il "supporto in uscita dal mercato del lavoro". Le risorse dovrebbero finanziare un nuovo scivolo – l'ipotesi è 64 anni di età e 36 di contributi – per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 e preferisce andare in pensione prima, scegliendo il calcolo interamente contributivo.
Il fondo pensione perr i nuovi nati, proposto da Fratelli d'Italia, è stato inserito ufficialmente nella bozza di Manovra ma con cifre diverse da quelle ipotizzate inizialmente.
L'Ape Sociale viene prorogato per tutto il 2027 ma per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2027 l'età minima per l'accesso sale di un mese, a 63 anni e 6 mesi.
Il governo ha deciso di non rinnovare la maggiorazione straordinaria dell'1.3% che aveva portato le pensioni minime a 619,80 euro nel 2026. Per il 2027 opererà solo la rivalutazione ordinaria.
Come ogni anno, per legge, anche a gennaio 2027 scatterà la rivalutazione delle pensioni, che, in base agli indici Istat dei prezzi al consumo, adeguerà gli importi dei cedolini all'inflazione. Attualmente, non esiste ancora un dato certo. Le stime provvisorie e l'inflazione acquisita indicano un intervallo compreso tra il 2,9% e il 3,1%, ma la cifra esatta che determinerà la rivalutazione delle pensioni sarà ufficializzata solo a fine novembre dal Ministero dell'Economia. A differenza di quanto accaduto nel 2026, per l'applicazione della percentuale di rivalutazione non verranno applicate le tre fasce progressive ma un meccanismo con sei fasce, più penalizzante per i cedolini medio alti. Analizziamo le novità nei dettagli.
Quando pagano le pensioni di novembre 2026, il calendario di Poste Italiane
Le prossime pensioni potranno essere ritirate in contanti agli sportelli postali a partire da lunedì 2 novembre 2026. La stessa data varrà per i titolari che le ricevono tramite un libretto di risparmio, un conto BancoPosta o una Postepay Evolution.
La turnazione per il ritiro consigliata dagli uffici postali per evitare lunghe code dovrebbe seguire quest'ordine:
- lunedì 2 novembre: cognomi dalla A alla B
- martedì 3 novembre: cognomi dalla C alla D
- mercoledì 4 novembre: cognomi dalla E alla K
- giovedì 5 novembre: cognomi dalla L alla O
- venerdì 6 novembre: cognomi dalla P alla R
- sabato 7 novembre (solo mattina): cognomi dalla S alla Z
L'inps ricorda che il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Se l’importo spettante supera tale limite, il beneficiario è tenuto a comunicare all’Istituto una modalità alternativa di pagamento.
Pagamento pensioni di novembre 2026 in banca: le date
Questo mese le pensioni verranno accreditate sui conti correnti bancari lunedì 2 novembre 2026, ovvero il primo giorno bancabile del mese.
Le ultime novità sulle pensioni: le ipotesi del governo Meloni nella prossima Manovra
Per il 2027, ci sono diverse novità in materia di pensioni. Infatti, il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato il disegno di legge di Bilancio. Il quadro delle coperture e l'impostazione delle misure che saranno contenute nella prossima Manovra economica sono stati delineati e il testo passa ora all'esame del Parlamento.
Nel testo approvato in Cdm, è stato stanziato il fondo per il "supporto in uscita dal mercato del lavoro", una dotazione di 850 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029 che sarebbe destinato in particolare a un nuovo scivolo pensionistico per chi uscirà dal mondo del lavoro interamente con il sistema contributivo. Il perimetro anagrafico e contributivo su cui si sta lavorando ipotizza 64 anni di età minima per l'uscita anticipata e 36 anni di contributi minimi versati. Il disegno di legge di bilancio definisce lo stanziamento economico, ma non fissa ancora le regole definitive. I requisiti specifici dello scivolo e l'esatta platea dei beneficiari non si conoscono ancora, tutto è rimandato a un successivo decreto attuativo che dovrebbe essere emanato a gennaio. L'obiettivo della misura, secondo le prime ipotesi, sarebbe quello di estendere l'uscita a 64 anni anche ai lavoratori del sistema misto, a patto di optare per il ricalcolo totale dell'assegno con il metodo contributivo.
Il fondo pensione perr i nuovi nati, proposto da Fratelli d'Italia, è stato inserito ufficialmente nella bozza di Manovra ma con cifre diverse da quelle ipotizzate inizialmente. Lo Stato stanzierà 100 euro all'anno (e non 1000 una tantum) per ogni neonato fino al compimento della maggiore età. Le somme accumulate saranno esentasse, impignorabili e utilizzabili dai 18 anni per l'università, l'avvio di un'attività o, appunto, la previdenza complementare.
Via libera anche all'Ape sociale che è stato ufficialmente prorogato per tutto il 2027. Si tratta di un anticipo pensionistico dall'importo massimo di 1.500 euro al mese per alcune categorie fragili – disoccupati, caregiver, invalidi civili o lavoratori che svolgono mansioni gravose – che accompagna il lavoratore al raggiungimento dei requisiti per la pensione vera e propria. La struttura della misura rimane invariata, eccetto un'unica differenza: per chi matura i requisiti a partire dal 1° gennaio 2027, l'età minima per accedere all'Ape Sociale sale a 63 anni e 6 mesi (fino alla fine del 2026 sono previsti 63 anni e 5 mesi).
Inoltre, il governo ha deciso di non rinnovare la maggiorazione straordinaria dell'1,3% sulle pensioni minime. Con questa misura, che andava a sommarsi alla rivalutazione ordinaria, nel 2026 i trattamenti minimi sono stati portati a 619,80 euro lordi al mese. Ipotizzando che nel 2027 la percentuale di rivalutazione sia del 3%, il trattamento minimo salirà a a 630,21 euro, quindi solo 10,41 euro in più.
Rivalutazione pensioni 2027, la tabella delle simulazioni fascia per fascia
Come ogni anno, per legge, anche a gennaio 2027 scatterà la rivalutazione delle pensioni, che, in base agli indici Istat dei prezzi al consumo, adegua gli importi dei cedolini all'inflazione. Attualmente, non esiste ancora un dato certo. Le stime provvisorie e l'inflazione acquisita indicano un intervallo compreso tra il 2,9% e il 3,1%, ma la cifra esatta che determinerà la rivalutazione delle pensioni sarà ufficializzata solo a fine novembre dal Ministero dell'Economia.
La rivalutazione non varrà in misura uguale per tutti. Sul trattamento minimo Inps del 2027 verrà applicata per intero. La base di partenza per la pensione minima del 2026 è di 611,85 euro ma, fino al 31 dicembre, è in vigore un incremento straordinario dell'1,3%, che si è andato a sommare alla rivalutazione ordinaria dell'1,4%. Percio, da gennaio, gli interessati hanno ricevuto ogni mese circa 619,80 euro. Ma con l'eliminazione di questa maggiorazione straordinaria e ipotizzando che nel 2027 la percentuale di rivalutazione sia del 3%, il trattamento minimo salirà ad appena 630,21 euro, quindi solo 10,41 euro in più.
L'anno prossimo ci sarà un'ulteriore novità. Il governo ha inserito nella bozza della Legge di Bilancio un cambiamento per quanto riguarda il calcolo della rivalutazione: si torna ai sei scaglioni e al meccanismo degli importi complessivi, che penalizzerà gli assegni medio alti. Non più quindi tre fasce progressive, come avviene per l'Irpef. Sempre prendendo per ipotesi un'eventuale rivalutazione del 3%, dovrebbe funzionare in questo modo:
- una rivalutazione del 100% (quindi con un aumento pieno del 3%) sui trattamenti fino a quattro volte il minimo Inps di 611,85 euro (fino a 2.447,40 euro al mese lordi);
- una rivalutazione dell'85% (quindi con un aumento del 2,55%) sull'intero trattamento per gli assegni tra quattro e cinque volte il minimo (da 2.447,41 a 3.059,25 euro);
- una rivalutazione del 53% (quindi con un aumento dell'1,59%) sull'intero trattamento per gli assegni tra cinque e sei volte il minimo (da 3.059,26 a 3.671,10 euro);
- una rivalutazione del 47% (quindi con un aumento dell'1,41%) sull'intero trattamento per gli assegni tra sei e otto volte il minimo (da 3.671,11 a 4.894,80 euro);
- una rivalutazione del 37% (quindi con un aumento dell'1,11%) sull'intero trattamento per gli assegni tra otto e dieci volte il minimo (da 4.894,81 a 6.118,50 euro);
- nella misura del 32% (quindi con un aumento dello 0,96%) sull'intero trattamento oltre dieci volte il minimo (da 6.118,50 euro).