I jeans vengono da Genova e il tramezzino da Torino: le 5 parole italiane che hanno conquistato il mondo

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Dizionario, 2026
Le 10 parole di origine italiana più celebri all’estero: la classifica della Treccani tra storia, gastronomia ed etimologia, dal tramezzino ai blue jeans secondo il progetto Onde – Parole italiane in viaggio.

"Pizzaiuolo", "espresso", "moka", "tramezzino" e "jeans" sono le 5 parole, di origine italiana, più celebri e diffuse all'estero. È il risultato degli studi condotti dalla Fondazione Treccani Cultura in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che hanno ideato il censimento lessicale di "Onde – Parole italiane in viaggio". La promozione dell'iniziativa si lega anche alla Settimana della Lingua Italiana nel Mondo e permetterà a tutti gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo di ricevere dei file audio che racconteranno le storie della nascita di queste parole, insieme alle tradizioni che le hanno rese note.

Un contesto, in lingua italiana, in cui raccontare anche l'ingegno italiano, soprattutto nel campo del lavoro: come il brevetto della prima caffettiera ottagonale di Alfonso Bialetti del 1933 con cui viene definita la "moka". Negli scorsi decenni, enti come la Società Dante Alighieri e gli accademici della Crusca hanno condotto ampi studi sulle parole più famose all'estero. Nelle rilevazioni storiche, come anche in questa, il vertice delle classifiche veniva occupato dalla terminologia gastronomica, come "pizza", "cappuccino", "spaghetti" ed "espresso". Secondo le rilevazioni dell'epoca, "spaghetti" e "cappuccino" figuravano rispettivamente nei dizionari di 54 e 40 lingue diverse.

Da questo punto di vista, l'analisi del progetto "Onde – Parole italiane in viaggio" cerca proprio di risalire all'impatto iniziale avuto dal termine e da come si sia incuneato, soprattutto per via commerciale, tecnica e culturale, piuttosto che per imposizione politica. Come "Pizzaiuolo" per esempio, che guida la classifica e indica "l'artigiano che prepara la pizza napoletana secondo gesti codificati e tramandati". Ha influenzato la riconoscibilità del termine anche l'iscrizione nel registro Unesco, nel 2017, dell'"Art of Neapolitan Pizzaiuolo" nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Dietro trovano spazio "espresso" e "moka", con la seconda che potrebbe etimologicamente derivare da "Mokha", l'antico porto yemenita sul Mar Rosso che per secoli è stato lo snodo principale per l'esportazione dei carichi di caffè.

A chiudere la top 5 ci sono "tramezzino" e "jeans": il primo si rifà al "panino triangolare di pane morbido senza crosta, con farcitura" ideato da Angela Demichelis presso il Caffè Mulassano di Torino. L'etimologia del termine si attribuisce al poeta italiano Gabriele d'Annunzio, che indicò come "tramezzo" il panino non solo per la presenza della farcitura, ma anche per l'orario di consumo, ovvero tra i pasti principali. Più interessante la genesi di "jeans", che deriverebbe foneticamente da "Gênes", ovvero il nome francese per indicare la città di Genova.

Il suo porto infatti, già durante la metà del 19° secolo era uno snodo per il commercio di cotone, con cui vennero confezionati nel 1860 anche i pantaloni indossati da Giuseppe Garibaldi e i Mille. C'è anche una parentesi musicale in classifica, nelle ultime due posizioni: si tratta di soprano e falsetto. I due termini occupano la 9° e la 10° posizione in classifica, tra i termini italiani più utilizzati all'estero, indicando rispettivamente il registro vocale più acuto e la tecnica di canto in cui le corde vocali vibrano solo parzialmente e non si chiudono del tutto, lasciando filtrare un flusso d'aria.

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