Via libera da parte del Consiglio dei ministri al Def, il Documento di economia e finanza che include anche uno scostamento di bilancio da 40 miliardi di euro. Oltre allo scostamento di bilancio da 40 miliardi viene prevista anche una linea di finanziamento complementare al Recovery plan, per un valore di circa 30 miliardi da stanziare entro il 2025 per riportare entro quella data il deficit sotto il 3%. Il Cdm, quindi, ha dato il via libera al Documento di economia e finanza e alla richiesta di indebitamento che dovrà essere inviata al Parlamento per l’autorizzazione.

Il deficit e le stime del Def

Sale la cifra relativa al deficit per il 2021: secondo quanto emerge dal Consiglio dei ministri, l’indebitamento netto dovrebbe ammontare all’11,8% (rispetto al 9,5% del 2020) a causa del rallentamento della crescita e dopo il doppio scostamento di bilancio da inizio anno. Da inizio anno è stata autorizzata una prima richiesta di deficit da 32 miliardi di euro, utilizzati poi per il decreto Sostegni. Oggi arriva la seconda richiesta, corrispondente a 40 miliardi necessari per finanziare il nuovo decreto contenente ristori e investimenti aggiuntivi per il Recovery italiano.

Pil al 4,5% nel 2021, rapporto debito/Pil al 159,8%

Il governo stima per il Pil una crescita del 4,5% nel 2021, con una revisione al ribasso rispetto a quanto immaginato in autunno (+6%). Il tendenziale acquisito, invece, è del 4,1%. Nel 2022 il Pil dovrebbe crescere del 4,8%, nel 2023 del 2,6% e nel 2024 dell'1,8%. Il deficit, come detto, sarà all’11,8%. Il rapporto debito/Pil è stimato al 159,8% nel 2021, con una diminuzione negli anni a seguire: 156,3% nel 2022, poi 155% nel 2023 e 152,7% nel 2024. Per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil scenderà al 5,9% nel 2022, al 4,3% nel 2023 e al 3,4% nel 2024. Per tornare a un valore inferiore al 3% si dovrà invece attendere il 2025.

Il ministro dell'Economia, Daniele Franco, nella premessa della bozza del Def fa riferimento ai nuovi ristori: "Il nuovo provvedimento avrà come destinatario principale i lavoratori autonomi e le imprese e concentrerà le risorse sul rafforzamento della resilienza delle aziende più impattate dalle chiusure, la disponibilità di credito e la patrimonializzazione. Si darà la priorità alla celerità degli interventi, pur salvaguardandone l'equità e l'efficacia". Il nuovo decreto "vedrà la luce entro fine aprile", impiegando i 40 miliardi del nuovo scostamento.