I ristori alle aziende e imprese colpite dall'emergenza coronavirus non saranno più tarati sul calo del fatturato dell'anno precedente, ma sulla perdita di bilancio. Lo ha annunciato il ministro per lo Sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti, che ha spiegato come specialmente per alcune categorie che hanno dovuto sospendere la propria attività a causa delle chiusure "la valutazione corretta" da fare per le attività penalizzate dalle misure anti-contagio "dovrebbe basarsi non tanto sulla diminuzione del fatturato, quanto su quella del margine operativo lordo, che è la sintesi tra fratturato e costi, sia variabili sia fissi".

Nel nuovo decreto Sostegni bis, che dovrebbe essere varato dal governo entro fine mese, ci sarà quindi una novità per quanto riguarda il calcolo dei ristori. Nel primo decreto Sostegni, al momento in Senato, il parametro usato per stabilire l'ammontare degli aiuti economici era basato proprio sul calo del fatturato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre ora "il tentativo è di andare verso un indicatore di risultato di esercizio", precisa Giorgetti. Che sottolinea come naturalmente si vada incontro ad un problema: per poter fare un calcolo di questo tipo, infatti, bisognerà aspettare l'approvazione dei bilanci.

Ieri il Consiglio dei ministri ieri ha discusso del nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi di euro, che dovrebbe essere approvato oggi insieme al Documento di economia e finanza (Def). Nuovo deficit che si andrà a sommare ai circa 30 miliardi già stanziati per il primo decreto Sostegni. Di cui circa mezzo miliardi è previsto per finanziare gli emendamenti presentati in questi giorni. Tra questi ci dovrebbe essere anche la sospensione delle rate di giugno di Imu e Tosap (quella per l'occupazione del suolo pubblico) per i commercianti, così come una proroga del credito d'imposta sugli affitti e un taglio delle bollette di luce e gas. "Non più i 20 previsti, ma ben 40 miliardi per aiutare imprenditori, artigiani, commercianti e partite Iva per abbattere tasse, contributi, mutui e costi fissi. Bene così", ha commentato il leader della Lega, Matteo Salvini.