L’Ue apre analisi approfondita su Italia: debito e occupazione nel mirino

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La Commissione Ue avvia un’indagine sugli squilibri macroeconomici che riguarda anche il nostro Paese. L’obiettivo è approfondire i rischi a proposito dell’enorme debito e la disoccupazione. Barroso: “L’Italia mantenga le promesse e finisca le riforme”

C'è anche l'Italia tra i 16 Paesi europei sotto "analisi approfondita" della Commissione Ue per squilibri macro-economici. Sono i rischi connessi al persistere di squilibri macroeconomici – come il debito elevato, la disoccupazione, la perdita di quote di mercato – ad aver fatto scattare l'indagine che per la prima volta riguarda anche la Germania. "Il debito molto elevato resta una vulnerabilità significativa dell’Italia, in particolare vista la prospettiva debole di crescita", si legge nel rapporto Alert Mechanism Report 2014. La perdita di quote di mercato "resta significativamente sopra la soglia di guardia", e la performance dell’export "compete in modo sfavorevole rispetto a quelle delle economie avanzate", scrive ancora la Commissione. La disoccupazione, per quanto non abbia toccato il livello di guardia, è aumentata e quella giovanile "è molto alta". Nel rapporto si legge anche che "la povertà e l’esclusione sociale in Italia sono aumentate in modo significativo". E ancora,  per l'UE "nonostante le misure già prese e quelle annunciate nel 2014", in Italia "resta alta la tassazione sul lavoro e il capitale", cioè il cosiddetto cuneo fiscale. A finire nel mirino di Bruxelles, oltre all'Italia e la Germania, anche Spagna, Slovenia, Francia, Ungheria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Gran Bretagna, Malta, Paesi Bassi, Svezia, Lussemburgo e Croazia.

 L’indagine della Commissione UE converge con le parole del presidente Josè Manuel Barroso, secondo cui l‘Italia deve "completare le riforme promesse dal governo", anche se l'instabilità politica "non ha esposto a rischi i progressi raggiunti". La situazione economica è delicata, ha aggiunto Barroso, "abbiamo visto nei mesi scorsi che la percezione dei mercati internazionali dell’instabilità italiana ha fatto pagare all’Italia un prezzo in termini di fiducia, visto l’alto debito pubblico". E quindi un messaggio al governo che "quando si impegna sulla determinazione a perseguire le riforme allora ciò viene immediatamente riconosciuto".

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