Coldiretti: “Nella crisi gli italiani costretti a tagliare sul cibo”

A cura di D. F.
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L’associazione di categoria rivela: “La crisi ha fatto retrocedere il valore della spesa alimentare per abitante, che era sempre stato tendenzialmente in crescita dal dopoguerra, fino a raggiungere l’importo massimo nel 2006 per poi crollare da allora progressivamente ed in misura crescente ogni anno”.

Gli italiani spendono meno: un'analisi condotta da Coldiretti dimostra che gli acquisti delle famiglie hanno subito un taglio che varia dal 16 per cento per i vestiti e calzature al 12 per cento  per mobili, elettrodomestici e manutenzioni fino all’8 per cento per gli alimentari, rispetto dall’inizio della crisi nel 2008. L'analisi dimostra quanto profondamente siano cambiate le abitudini degli italiani nel 2013 sulla base dei consumi finali delle famiglie a valori concatenati dell’Istat. In media la diminuzione è stata del 7 per cento e a subire tagli, seppur minori, sono stati anche  – sottolinea la Coldiretti – l’abitazione, l’acqua, l’elettricità (-1,4%), la sanità (-1,5 %), l’istruzione e la cultura (-1,2 per cento) che hanno sofferto nonostante la maggiore rigidità della domanda.

Secondo l'associazione di categoria nei primi anni della crisi gli italiani hanno rinunciato prevalentemente ai beni non essenziali, ma quando le difficoltà si sono fatte maggiori è stata la volta dei beni di prima necessità. A differenza di quanto è accaduto per tutti gli altri settori – sottolinea la Coldiretti – in cui gli acquisti sono stati rimandati, per l’alimentare, che va in tavola tutti i giorni, questo non è possibile, almeno oltre un certo limite, ma si è verificato un sensibile spostamento verso i prodotti a basso costo per cercare comunque di risparmiare.

"La crisi – sottolinea la Coldiretti – ha fatto retrocedere il valore della spesa alimentare per abitante, che era sempre stato tendenzialmente in crescita dal dopoguerra, fino a raggiungere l’importo massimo nel 2006 per poi crollare da allora progressivamente ed in misura crescente ogni anno. Una leggera inversione di tendenza è attesa per il 2014 perché sarà proprio la spesa alimentare, che rappresenta la seconda voce dei budget familiari, a beneficiare maggiormente del bonus di 80 euro al mese per alcune categorie di lavoratori dipendenti che destinano una quota rilevante del proprio reddito all’acquisto del cibo".

"Nel 2013 le famiglie italiane – precisa la Coldiretti – hanno tagliato la spesa dal pesce fresco (-20 per cento) alla pasta (-9 per cento), dal latte (-8 per cento) all’olio di oliva extravergine (- 6 per cento) dall’ortofrutta (- 3 per cento) alla carne (-2 per cento) mentre aumentano solo le uova (+2 per cento), sulla base dell’analisi della Coldiretti su dati Ismea relativi al primi undici mesi. In particolare si è assistito – continua la Coldiretti – ad un calo nelle quantità di alimenti acquistati, ad una riduzione degli sprechi ma soprattutto all’affermarsi dei prodotti low cost a basso prezzo in vendita nei discount che sono gli unici a fare registrare un aumento (+1,6 per cento) nel commercio al dettaglio nel 2013″.

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