16 Febbraio 2022
12:27

Caro bollette, in un anno prezzi di gas e luce sono raddoppiati, benzina ai massimi dal 2012

Secondo Arera il prezzo della luce è aumentato del 131%, quello del gas del 94%: considerando anche la benzina, quest’anno ogni famiglia arriverà a pagare più di mille euro aggiuntivi.
A cura di Giacomo Andreoli

Il caro-bollette e il boom della benzina preoccupano sempre di più famiglie e imprese. Secondo Arera, l'autorità indipendente del settore energia, in questo trimestre il prezzo domestico della luce crescerà del 131% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, il gas del 94%. L'energia elettrica è salita quindi da 20,06 a 46,03 centesimi di euro per kilowattora, mentre il gas naturale è passato da 70,66 a 137,32 centesimi di euro per metro cubo.

Tutto parte dai maggiori costi all'ingrosso. «Fra gennaio e dicembre – hanno spiegato i tecnici dell'Authority in audizione al Senato – i prezzi medi mensili dei mercati all'ingrosso hanno registrato un aumento di quasi il 500% per il gas naturale e del 400% per l'energia elettrica, un rincaro che si è riversato sui prezzi di vendita nel nostro Paese a partire dal secondo semestre 2021». L'impatto continuerà a farsi sentire sulle imprese. Nel 2022 bar, alberghi, negozi e ristoranti pagheranno una bolletta quasi doppia rispetto alla Francia e tra il 15 e il 20% in più della Germania. In tutto, quindi, Assoutenti calcola una maggiore spesa per i cittadini di 38,5 miliardi (circa 1480 euro in più a famiglia), con un balzo per le imprese (secondo i dati di Confindustria) da 8 a 37 miliardi.

La famiglia tipo, sempre secondo Arera, nel periodo 1° aprile 2021- 31 marzo 2022 arriverà a pagare 334 euro in più sul gas e 610 euro in più sull'energia rispetto all'intervallo 1° aprile 2020 – 31 marzo 2021. La prima variazione è del 68%, la seconda del 64%. Quanto alla benzina e al gasolio, invece, i prezzi non sono mai stati così alti dal 2012 e la stangata quest'anno sarà di circa 400 euro medi a famiglia. A calcolarlo sono le associazioni dei consumatori, sulla base delle ultime quotazioni medie diffuse dal ministero della Transizione ecologica, secondo cui la benzina costa 1,835 euro al litro e il gasolio 1,708 euro al litro.

Arera: "Difficile fare previsioni sul prezzo di gas e luce nel II trimestre"

Gli aumenti considerano anche gli aiuti garantiti dal governo Draghi, con circa 9 miliardi impiegati da luglio a dicembre e altri 5 o 7 in arrivo con un altro decreto che dovrebbe vedere la luce entro fine settimana. Senza questi interventi, ovviamente, l'aggravio sarebbe stato ben più grande.

Intanto, sempre secondo Arera, l'instabilità dei listini di gas e luce rende la situazione sempre più incerta. «La forte volatilità dei prezzi che contraddistingue questo periodo – spiegano- rende a nostro avviso particolarmente difficile fornire elementi previsivi affidabili». Leggasi, nel secondo trimestre dell'anno non è ancora chiaro quali ulteriori aumenti ci saranno.

I tecnici dell'Authority, quindi, segnalano che «dopo una discesa nei primi giorni dell’anno intorno ai 65 €/MWhper il gas naturale e a 170 €/MWh per l’energia elettrica, si sono rapidamente riposizionati negli ultimi giorni intorno agli 80 €/MWh per il gas naturale e i 200 €/MWh per l’energia elettrica. Spingendosi ancora oltre, le quotazioni previste del gas naturale per il 2023 e 2024 vedono rispettivamente una discesa a valori intorno a 55 €/MWh nel 2023 e 39 €/MWh nel 2024. Analogamente, per l’energia elettrica è previsto un rientro verso i 150 €/MWh nel 2023 e i 113 €/MWh nel 2024».

In questi tre mesi, solo rispetto all'ultimo trimestre del 2021, l'aumento per la famiglia tipo è stato del 55% per la bolletta dell'elettricità e del 41,8% per quella del gas.

Tra le possibili soluzioni riserve di gas comuni in Europa

L'autorità sottolinea poi la necessità oramai impellente di una «una maggiore armonizzazione della regolazione degli stoccaggi in Europa, come strumento efficace per fronteggiare la scarsità degli approvvigionamenti». Inoltre, assieme al «rafforzamento e all'ampliamento della regolazione europea degli stoccaggi, potrebbero essere studiati meccanismi di opzione che, senza intervenire sulla formazione dei prezzi e le condizioni di mercato, proteggano il sistema da oscillazioni estreme dei prezzi. Il mercato della capacità per il settore elettrico rappresenta un tipico esempio di tale approccio».

E ancora «potrebbero essere valutati meccanismi che favoriscano, sempre in un’ottica concorrenziale, la conclusione di contratti di lungo periodo, per esempio corrispondenti a possibili incrementi della capacità di produzione nazionale, ove possibili e ritenuti opportuni per accompagnare il processo di decarbonizzazione».

Gli stoccaggi di gas in Europa a marzo arriveranno ai minimi storici e per Stefano Grassi, capo di gabinetto della Commissaria europea per l'energia, Kadri Simson, «sarà difficile riportarlo all'80%, il livello che consideriamo opportuno per la sicurezza del prossimo inverno».

Assoutenti: "Colpire gli extra-profitti del settore fossile"

In attesa di soluzioni strutturali, che, oltre alla maggiore integrazione degli stoccaggi, possono essere un maggiore investimento in energie green, secondo Assoutenti bisognerebbe colpire gli extra-profitti realizzati dalle imprese del fossile. Il governo a gennaio è intervenuto con l'introduzione di un meccanismo di compensazione dei profitti, ma che vale solo per le società che usano le fonti rinnovabili e potrebbe fruttare fino a 9 miliardi solo quest'anno. Le società che usano le rinnovabili, avendo i costi di partenza più bassi, hanno sulla carta maggiori margini di guadagno.

Per l'associazione con un intervento più ampio nel 2022 si potrebbero ricavare ben 27,9 miliardi. «Se l'esecutivo non riuscirà al più presto a cambiare il meccanismo di calcolo del prezzo dell'energia e a trovare i fondi necessari a contrastare l'escalation di luce e gas – avverte Furio Truzzi, presidente di Assoutenti – migliaia di piccole imprese saranno costrette a chiudere i battenti nei prossimi mesi, non potendo affrontare gli elevatissimi costi energetici, mentre le famiglie (per le quali chiediamo oggi un innalzamento dei tetti di reddito previsti per la fruizione dei bonus riconosciuti dallo Stato) dovranno tagliare i consumi in tutti i comparti per riuscire a pagare le bollette, con danni incalcolabili per l'economia italiana».

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