Gli italiani che hanno acquistato un abbonamento per i mezzi di trasporto (bus, metro, treni) e non hanno potuto usufruire del servizio, potranno chiedere un rimborso. Il decreto Rilancio, approvato dal Consiglio dei ministri, prevede la possibilità per gli utenti dei mezzi pubblici di chiedere un ristoro. In sostanza, i pendolari che per motivi di lavoro o di studio affollano quotidianamente i mezzi pubblici, potranno vedersi rimborsata parte dell’abbonamento già pagato. Il ristoro vale per gli utenti delle aziende di trasporto ferroviario e del trasporto pubblico locale, quindi autobus e metropolitane. Ci sono, ovviamente, alcune condizioni e requisiti da considerare. Andiamo a vederli e capiamo come chiedere il rimborso.

I requisiti per avere il rimborso: a chi spetta

Per accedere al rimborso bisogna possedere un abbonamento ferroviario o del trasporto pubblico locale in corso di validità durante il periodo in cui sono state adottate le misure governative riguardanti le restrizioni agli spostamenti. In particolare, si fa riferimento all’istituzione delle zone rosse e al lockdown in tutta Italia, con la chiusura di molte attività produttive e commerciali. Chi ha questi requisiti deve dichiarare, attraverso un’autocertificazione, che non ha potuto utilizzare, del tutto o in parte, il titolo di viaggio già acquistato a causa delle misure governative, ovvero delle restrizioni sugli spostamenti e le chiusure.

Come chiedere il rimborso dell'abbonamento su bus, metro e treni

Gli utenti dei mezzi di trasporto che hanno questi requisiti devono comunicare all’azienda di trasporto per cui hanno acquistato l’abbonamento di rientrare tra le condizioni richieste. Devono, quindi, allegare la documentazione necessaria. Che consiste nel possesso del titolo di viaggio (ovvero l’abbonamento) e nell’autocertificazione con cui dichiarano di non aver potuto usufruire dei servizi per cui hanno pagato.

Rimborso abbonamenti, in cosa consiste il ristoro per i pendolari

Entro 15 giorni dalla richiesta il vettore (ovvero l’azienda di trasporto) provvede al ristoro. Può farlo attraverso due diverse possibilità, a sua discrezione. La prima è quella di emettere un voucher, di pari importo rispetto a quello corrispondente al periodo di mancata fruizione, da utilizzare entro un anno dall’emissione. La seconda opportunità è quella di prolungare la durata dell’abbonamento per un periodo di tempo corrispondente a quello durante il quale non è stato possibile utilizzare i mezzi di trasporto a causa delle restrizioni causate dal Coronavirus.