L'estinzione del debito e il pagamento del credito           

L'estinzione del debito (pagamento del debito) o l'estinzione del credito (incasso del debito) possono essere effettuati in modi diversi.

Molto dipende anche dalla tipo di debito o di credito (ad esempio l'adempimento di un debito pecuniario sarà diverso dall'adempimento di una obbligazione avente ad oggetto la costruzione di una casa). Quando, invece, il debito ha la medesima natura (es . pecuniario) può essere estinto mediante pagamento diretto, ma può essere estinto anche mediante altre forme di adempimento (pagamento indiretto).

Infatti, nulla esclude che nella medesima persona si riuniscono la posizione di debitore e di creditore (ad esempio il debitore – figlio – succede al creditore – padre -), in questa ipotesi si realizza la c.d. estinzione per  confusione del debito, in quanto nessuno può essere debitore di se stesso.

E' anche possibile che debitore e creditore abbiano crediti e debiti reciproci, in questa ipotesi, i debiti e i crediti reciproci si elidono a vicenda per le quantità corrispondenti  (c.d. compensazione).

Compensazione tipica

L'estinzione dell'obbligazione o del debito mediante la compensazione è regolata dal codice civile (1241 -1452 cc).

La compensazione tipica presuppone

  • l'esistenza di due persone (diverse tra loro) che hanno debiti e crediti reciproci
  • l'esistenza di (almeno) due titoli diversi alla base dei rispettivi debiti e crediti oggetto di compensazione (es. tizio deve a caio euro 100 per una vendita, mentre caio deve a tizio euro 100 per un risarcimento del danno causato da una infiltrazione), la  compensazione propria  si ravvisa quando le poste attive reciprocamente vantate dalle parti si fondano su rapporti diversi tra loro; quindi, l'istituto della compensazione tipica presuppone l'autonomia dei rapporti cui si riferiscono i contrapposti crediti delle parti;

Oltre a queste caratteristiche strutturali la compensazione richiede che i crediti reciproci siano certi, liquidi ed esigibili, inoltre, la compensazione non è rilevabile d'ufficio.

Compensazione atipica (atecnica o contabile o impropria)

In questo contesto ci si chiede se è possibile avere una "compensazione" atipica, cioè senza i presupposti della compensazione tipica e, di conseguenza, ci si chiede se si è in presenza di compensazione (che estingue debit e crediti) oppure di un mero ricalcolo della propria posizione contabile (che non determina estinzione di debiti o di crediti) e se alla compensazione atipica sono applicabili le stesse norme previste per la compensazione tipica.

Struttura della compensazione atipica (atecnica o contabile o impropria)

Se la compensazione atipica determina solo un ricalcolo della propria posizione contabile (dare/avere) è evidente che potrebbe non richiedere o presupporre la presenza di due persone diverse tra creditore e debitore, per essere più chiari la compensazione atipica (che non richiede la presenza di due soggetti diversi nella posizione di debitore e creditore) potrebbe riguardare il ricalcolo del saldo di conto corrente per tra banca e singolo correntista (per l'omesso calcolo di un versamento) oppure potrebbe riguardare il saldo dare/avere tra condominio e singolo proprietario (posto che non c'è differenza tra singolo proprietario e condominio).

Se la compensazione atipica determina solo un ricalcolo dare/avere della propria posizione contabile, la compensazione atipica potrebbe non richiede titoli diversi a fondamento dei reciproci crediti da elidere, in altri termini, la compensazione atipica  comprende anche le ipotesi in cui il titolo del credito o del debito è il medesimo.

In altre parole occorre delineare e presupposti della compensazione atipica.

Effettivamente esiste una differenza tra compensazione propria, che si ravvisa quando le poste attive reciprocamente vantate dalle parti si fondano su rapporti diversi tra loro, e compensazione impropria, che si configura invece quando il titolo è unitario.

In proposito, si è affermato che "L'istituto della compensazione presuppone l'autonomia dei rapporti cui si riferiscono i contrapposti crediti delle parti, mentre è configurabile la cosiddetta compensazione impropria allorché i rispettivi crediti e debiti abbiano origine da un unico rapporto, nel qual caso la valutazione delle reciproche pretese importa soltanto un semplice accertamento contabile di dare ed avere e a ciò il giudice può procedere senza che sia necessaria l'eccezione di parte o la proposizione di domanda riconvenzionale" (Cass. Sez. 3, Sentenza n.16561 del 25/11/2002, Rv.558675; conforme, Cass. Sez. 3, Sentenza n.12302 del 15/06/2016, Rv.640321).

Più specificamente, si è affermato che "Quando tra due soggetti i rispettivi debiti e crediti hanno origine da un unico – ancorché complesso – rapporto .. non vi è luogo ad un'ipotesi di compensazione "propria" ex art.1241 ss. c.c. (secondo cui i debiti tra due soggetti derivanti da distinti rapporti si estinguono per quantità corrispondenti fin dal momento in cui vengono a coesistere), che presuppone l'autonomia dei rapporti da cui nascono i contrapposti crediti delle parti, bensì ad un mero accertamento di dare e avere, con elisione automatica dei rispettivi crediti fino alla reciproca concorrenza, cui il giudice può procedere senza che sia necessaria l'eccezione di parte o la domanda riconvenzionale.

Risultato ed effetti della compensazione atipica

Tale accertamento (c. d. compensazione "impropria"), pur potendo dare luogo ad un risultato analogo a quello della compensazione propria, di fatto rientra in un mero accertamento di dare e avere, con elisione automatica dei rispettivi crediti fino alla reciproca concorrenza, trattandosi di un mero ricalcolo della propria posizione (di dare / avere) all'interno dell'unico rapporto.

Normativa applicabile alla compensazione atipica

Il ricalcolo della posizione (di dare avere) all'interno dell'unico rapporto (compensazione atipica), pur potendo dare luogo ad un risultato analogo a quello della compensazione propria o tipica, non determina che la compensazione atipica è soggetta alla  disciplina della compensazione tipica, sia processuale (non si applica il divieto di rilevare d'ufficio la compensazione ex art.1242 secondo comma c.c.) che sostanziale (concernente essenzialmente l'arresto della prescrizione ex art.1242 secondo comma c.c. e la incompensabilità del credito dichiarato impignorabile ex art.1246 primo comma n.3 c.c. e 545 c.p.c.)" .

Pur differenziando la compensazione tipica da quella atipica, sia sotto il profilo sostanziale che sotto quello processuale, non questo non significa che la compensazione atipica possa operare in condizioni di illiquidità del credito che viene opposto in compensazione. Si è infatti affermato che "… così come la compensazione propria, anche quella impropria può operare esclusivamente se il credito opposto in compensazione possiede il requisito della certezza".

Cass., civ. sez. II, del 15 ottobre 2018, n. 25764