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Conflitto Israelo-Palestinese

“A Gaza crisi alimentare a livello catastrofico”. Il dossier del Food Security Information Network

Il Rapporto globale sulle Crisi Alimentari 2024 del Food Security Information Network certifica che è ormai imminente una carestia nella Striscia di Gaza.
A cura di Davide Falcioni
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L'intera popolazione della Striscia di Gaza, con i suoi 2,2 milioni di abitanti, sta vivendo la crisi alimentare più grave al mondo, paragonabile solo con quella in atto in Sudan. A stabilirlo è il Rapporto globale sulle Crisi Alimentari 2024 del Food Security Information Network, secondo cui a dicembre 2023 oltre un quarto della popolazione, ovvero 600mila gazawi, viveva e in condizioni catastrofiche (livello 5 dell' Integrated Food Security Phase Classification). Il rischio carestia è considerato imminente per l'area settentrionale della Striscia mentre nel sud la carestia arriverà al più tardi nel luglio del 2024, se non verranno significativamente aumentati gli aiuti umanitari alla popolazione.

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Come si legge nel rapporto "la devastazione causata da guerra, assedio, sfollamento di massa, distruzione delle infrastrutture indispensabili alla sopravvivenza e dall’accesso gravemente limitato agli aiuti umanitari hanno portato la metà della popolazione (oltre 1,1 milioni di persone) in condizioni di Insicurezza alimentare acuta catastrofica (IPC Fase 5) nel periodo marzo-luglio 2024. Al 20 gennaio 2024, circa 1,7 milioni persone o più dell'80% della popolazione erano sfollati interni a causa delle continue operazioni aeree, terrestri e marittime di Israele, nonché della distruzione dei rifugi, degli ordini di evacuazione militare e della mancanza di accesso al cibo, ai servizi di base e all'assistenza umanitaria".

Secondo il Food Security Information Network attualmente nel governatorato di Rafah la densità della popolazione, già estremamente alta prima dello scoppio del conflitto, è cresciuta di quattro volte in un contesto in cui sono estremamente carenti i servizi di minima assistenza alla popolazione, incrementando il rischio di una carestia, che raggiungerà il suo apice tra alcuni mesi.  Le stime parlano di quasi un terzo dei bambini in stato di malnutrizione acuta da marzo quando, come riporta il dossier, si prospettava già una carestia imminente nei governatorati di Gaza e Gaza Nord.

Il rapporto Food Security Information Network conferma gli allarmi lanciati nei mesi scorsi da tutte le più autorevoli istituzioni umanitarie, a partire dalla Fao, che lo scorso 18 marzo aveva sollecitato un accesso immediato di operatori umanitari a Gaza per fornire assistenza urgente e su larga scala alla popolazione palestinese, segnalando un rapido peggioramento della crisi alimentare con una previsione di inizio della carestia entro maggio 2024 nei governatorati settentrionali.

La scorsa settimana anche l'alto rappresentante UE Josep Borrell e il commissario per le emergenze Janez Lenarčič hanno dichiarato, in una nota congiunta: "È con grande sconcerto che prendiamo atto delle prove sempre più evidenti della carestia in atto a Gaza e dell'escalation della situazione umanitaria a un livello catastrofico. La Commissione Europea ha preso atto dell'impegno di Israele ad aprire nuovi punti di accesso agli aiuti umanitari a Gaza, tra cui il porto di Ashdod e il valico di Erez, e ad aumentare le consegne di aiuti dalla Giordania. Tuttavia, a questi impegni devono seguire azioni significative e prioritarie".

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