La dimora di campagna di Pier Paolo Pasolini, la famosa Torre di Chia, è in vendita al prezzo di 800 mila euro. L'annuncio è apparso su un noto sito di vendita degli immobili, in cui c'è anche la descrizione con foto della storica dimora dello scrittore, regista e giornalista che nel Viterbese aveva eletto la sua dimora di campagna. “Casale ottimo stato, Soriano nel Cimino, 800mila euro” recita l'annuncio, riportato da Il Fatto Quotidiano. Cosa che ha fatto sobbalzare sulla sedia ministeriale Dario Franceschini, che ha richiesto agli uffici della locale Soprintendenza di redigere un dossier sulla questione, dopo che il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, si era interessato alla questione mettendosi in contatto con gli uffici ministeriali. L'annuncio sul sito descrive la "dimora pasoliniana" nei minimi dettagli.

Il breve sentiero circondato da una vigorosa vegetazione, arriva al grande piazzale di circa 12.000 mq sul quale insistono le mura di cinta dell’antico Castello con l’alta Torre di Chia delimitanti l’intera proprietà. Dalla parte opposta, l’altra piccola Torre e la dimora pasoliniana che si compone di un blocco centrale – l’abitazione – e di una dépendance con una superficie totale coperta di circa 185 mq. Lo stato conservativo è ottimo, si presenta ristrutturato e già pronto per essere abitato.

Alla torre di Chia, dimora storica di Pier Paolo Pasolini, sono legati molti aneddoti della vita del grande scrittore. Pasolini ne fu colpito nel 1960 quando, durante le riprese del film Il Vangelo secondo Matteo, visita la torre duecentesca in stato di abbandono e ne rimane affascinato, tanto che a questo luogo dedica gli ultimi versi del Poeta delle Ceneri. Nel 1970 Pasolini riesce ad acquistare Colle Casale, con la sua Torre. Il progetto che elabora insieme all’architetto Ninfo Burruano e a Dante Ferretti esalta i resti antichi, regalandogli una residenza dallo straordinario appeal.

L'ultima erede di Graziella Chiarcossi, ha cercato con ogni mezzo di salvare la dimora, ma i costi di manutenzione sono troppo alti. Da qui la decisione di mettere in vendita: “Abbiamo anche tentato di trovare una soluzione con la Regione. Ma le idee sono rimaste tali e da soli non possiamo più sostenere i costi di quella casa”, ha spiegato Chiarcossi sempre come riferisce Il Fatto. Da qui l'idea di salvare la residenza e farne un parco letterario gestito dal MiBact.