Ultimo commosso e in ginocchio davanti i 250mila di Tor Vergata: “Dalla parte degli ultimi per sentirmi primo”

"Questo non è solo un concerto, questo è il giorno che aspettavo, questa è la favola. Per sempre". Sono bastate queste poche parole a Ultimo per infiammare i 250 mila di Tor Vergata che hanno riempito completamente l'area di 150 mila metri quadrati predisposta per il concerto, che si è svolto senza incidenti. Intanto il passaggio di testimone con Vasco, che sui social ha scritto: "Complimenti, ogni record è fatto per essere battuto. Largo ai giovani, è giusto così". E Niccolò Moriconi non ha alcun dubbio: ieri insieme al suo popolo hanno fatto la storia.
Il concerto: poche chiacchiere e tanta musica
Il cantautore arriva nel backstage in elicottero, incontra la sua crew e con mezz'ora di ritardo sbuca sul palco da una pedana come le migliori rockstar. Saranno le uniche cose "rock" del concerto, ma non è detto che non si possa incantare il pubblico a colpi di ballad. Il cantautore romano ha rigorosamente rispettato la scaletta, senza mai scostarsi dal canovaccio: poche chiacchiere (quasi zero), pochi assoli, pochi fronzoli e pochi colpi di scena, tra cui spicca il duetto con Fabrizio Moro sul suo brano "L'eternità (il mio quartiere)", pubblicato nell'aprile del 2018.
Entrambi cresciuti nel quartiere romano di San Basilio, sono legati da una profonda amicizia dal momento che fu proprio Fabrizio Moro il primo a credere in Niccolò e a dargli spazio ai suoi concerti. Forse è per questo che Ultimo ha voluto chiudere il cerchio facendo aprire il suo concertone all'amico Fabrizio. Curiosa la scelta di "comprimere" nel medley alcuni tra i brani migliori che hanno avuto anche maggiore risposta dal pubblico (Tutto questo sei tu / Nuvole in testa / Domenica / Ti va di stare bene / Quei due innamorati).
Il finale con la canzone Sogni Appesi, su IG: "Siamo entrati nella storia"
L'artista ha chiuso il concerto evento con il suo brano "Sogni Appesi" insieme al suo "popolo" dei 250mila di Tor Vergata. Voci e luci che hanno illuminato l'intero spazio dedicato al loro idolo, che si è commosso, ha messo le mani in testa e poi alla fine si è inchinato sul palco mentre i suoi fan gli gridavano la strofa manifesto: "Da quando ero bambino, solo un obiettivo / Dalla parte degli ultimi, per sentirmi primo". Una mano a cingere la sua spalla, il momento di raccoglimento ha sciolto tutte le ansie dell'evento dei record. Su Instagram, a corredo, un video in cui l'immensa platea canta Pianeti e il messaggio: "Siamo entrati nella storia". Sì, sembra sia andata proprio così.
Le impressioni del "popolo" di Ultimo
Il concerto non ha tradito le aspettative dei fan. È stato molto emozionante vedere l'onda dei 250 mila cantare e reagire a ciò che accadeva sul mastodontico palco di 160 metri per 60, anche se forse l'effetto "San Siro" è risultato meno dispersivo e più coinvolgente: "Senza parole, tutto perfetto dall'inizio alla fine – racconta un fan alla fine del concerto – non c'è stato un momento in particolare, ogni canzone è sempre un'emozione". "Il momento più emozionante – spiega una fan – è stato l'inizio, quando è comparso. Cantare insieme a 250 mila persone è pazzesco".
L'organizzazione e i ricavi
L'organizzazione colossale che ha coinvolto 1000 agenti di Polizia di Roma Capitale, 500 agenti sanitari e quasi 3000 addetti ai lavori tra steward e addetti alla sicurezza. Solo di tassa di soggiorno, il Comune di Roma ha intascato milioni di euro. Una giornata storica per la musica italiana, che ha registrato il concerto con più spettatori paganti della storia: 250 mila fan per un totale di circa 16 milioni di euro di guadagni solo dai biglietti, mentre pare sia plausibile che i ricavi di tutto l'indotto ammontino alla cifra astronomica di 90 milioni di euro. Saggia la scelta di permettere l'introduzione di cibo e bottiglie di acqua col tappo, in deroga ai regolamenti tradizionali per far fronte alle temperature tropicali registrate in questo periodo su buona parte dell'emisfero boreale.