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“Tu dici genocidio, io dico guerra”, Boy George pubblica una canzone pro Israele e critica i cantanti pro Pal

Boy George ha pubblicato “We Will Dance Again”, una canzone Pro-Israele che critica i colleghi che difendono i palestinesi e nega che in Palestina si sia perpetrato un genocidio.
Boy George
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Boy George ha pubblicato una nuova canzone, "We Will Dance Again", che è una presa di posizione a favore di Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre e nonostante gli oltre 70 mila morti provocati dalla risposta dello Stato ebraico. Il cantante ha pubblicato la canzone su X e su Instagram, con un outro cantato in ebraico: "Tu dici genocidio, io dico guerra. Quando vieni attaccato, è a questo che serve l'esercito. Diventa brutta? Puoi scommetterci", canta l'ex Culture Club facendo riferimento all'attacco di Hamas al Nova Festival, la kermesse musicale che si tenne nel Deserto del Negev, vicino al confine con la Striscia di Gaza e che provocò la morte di 378 persone (di cui 344 civili) più la presa di 44 ostaggi.

Fu l'evento che scatenò la guerra in Palestina che ha provocato fino a oggi oltre 70 mila morti e la distruzione di gran parte della Striscia di Gaza. Benché Boy George non sia ebreo ha sempre sostenuto la causa, spiegando che non volterebbe mai le spalle ai suoi tantissimi amici israeliani. Nella canzone il cantante dice che gli omicidi sono avvenuti "per il crimine di aver ballato" e non fa alcuna menzione ai soprusi subiti dal popolo palestinese nel corso degli anni. L'artista, che quest'anno ha rappresentato San Marino all'Eurovision Song Festival, in coppia con Senhit, critica anche alcuni colleghi.

In un passaggio, infatti, canta: "Condanni gli ebrei, con memoria selettiva. Musicisti che tengono bandiere, cantano a bocca aperta come pecore, la propaganda alimentata da Internet sembra così debole". Il riferimento è a tutti coloro che dai palchi parlano a difesa della Palestina e contro le politiche criminali del Governo di Netanyahu. Nei mesi scorsi, infatti, sono stati molti i cantanti inglesi ad aver criticato Israele. In questi anni sono state varie le prese di posizione degli artisti inglesi, dalla lettera aperta inviata all'ex Premier Keir Starmer – firmata tra gli altri anche da Dua Lipa, Annie Lennox e Massive Attack – per chiedere il cessate il fuoco e un corridoio umanitario, tra le altre cose.

Poi c'è stato il concerto benefico Together for Palestine che si è tenuto il 17 settembre 2025 allo stadio Wembley a Londra. Organizzato da Brian Eno, da anni attivista per i diritti del popolo palestinese, ha visto la partecipazione di decine di artisti, tra cui Damon Albarn e i Gorillaz, James Blake, i Bastille, Paloma Faith e Paul Weller, tra gli altri. L'evento ha raccolto circa due milioni di sterline (circa 2,3 milioni di euro) consegnati ad alcune organizzazioni filopalestinesi. Quella di Boy George, quindi, è proprio una critica netta contro i propri colleghi.

Il titolo della canzone, "We will dance again", inoltre, è anche uno slogan usato da alcuni gruppi israeliani per ricordare l'attacco e l'omicidio del 7 ottobre, diventando anche il titolo di un documentario coprodotto anche da Stati Uniti e Gran Bretagna. Il ritornello della canzone esplicita ancora di più la posizione di Boy George: "Ma se mai avrai dei dubbi io sto con gli ebrei. Non mi sento coraggioso, ho solo bisogno di comportarmi da essere umano". Il cantante aveva espresso le sue idee anche in una recente intervista al Telegraph a cui disse che questa era diventata per lui una questione personale e che indipendentemente da ciò che accade, lui è vicino ai suoi amici ebrei: "Non significa che non provi compassione per i palestinesi (…) ma difenderò sempre le persone che amo. Ho molti amici ebrei e non mi sognerei mai di voltare loro le spalle".

Dall'inizio della guerra sono molti coloro che hanno definito il contrattacco israeliano eccessivo: un genocidio per alcune commissioni d'inchiesta indipendenti delle Nazioni Unite. L'ultima è quella di un mese fa quando un rapporto ha segnalato come continuassero le violazioni dei diritti umani contro i bambini palestinesi. Lo scorso settembre, inoltre, un'altra inchiesta delle Nazioni Unite aveva concluso che Israele aveva commesso un genocidio e che alcuni politici avevano incitato tali atti. Benjamin Netanyahu è ricercato dalla Corte penale internazionale (CPI) per crimini di guerra. La posizione di Boy George sembra quasi smentire un vecchio successo della band, "The War Song", canzone antibellicista che cominciava così: "La guerra, la guerra è stupida e le persone sono stupide". Evidentemente, negli anni, il cantante inglese ha cambiato idea.

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