Tale e Quale show è l’anti-talent e per questo vince: distrugge, invece di costruire, l’identità di ogni concorrente
C’è un fenomeno interessante che coinvolge il successo di una trasmissione come Tale e Quale Show, che mantiene alcuni dei meccanismi autoriali dei talent, come la competizione tramite l’assegnazione di un punteggio per la singola esibizione. Un modello che, però, sta riuscendo a mantenere il suo equilibrio e i suoi ascolti televisivi, con una media vicina al 20% di share e a 2,7 milioni di spettatori, confermando la sua solidità proprio per la totale distanza dall'universo talent nella gestione dei concorrenti. In questo senso, Tale e Quale Show squalifica il percorso e la costruzione autoriale di un personaggio musicale, ovvero l'elemento di forte identità di talent come Amici o X Factor, ribaltandone invece il modello. Infatti, la decostruzione del personaggio, della sua voce e del suo lavoro con i vocal coach permette non solo una versatilità maggiore, ma anche l'occasione, per la trasmissione, di giocare con la musica.
Nel corpo del programma diventono fondamentali le presentazioni settimanali, che aggiungono elementi sulla storia personale del concorrente. Ma allo stesso tempo, cambiando personaggio da interpretare, non solo musicalmente ma anche visivamente, questo contribuisce a rimuovere qualsiasi legame con ciò che è accaduto nelle settimane precedenti. Un aspetto che si lega per certi aspetti anche ai talent, ma che nello show condotto da Carlo Conti viene utilizzato con modalità diverse. Ma soprattutto si allontana dall'impatto discografico e la sua influenza sul successo del concorrente all'interno della trasmissione. Questa, infatti, soprattutto negli ultimi anni ha limitato il racconto di successo dei talent nell'analisi degli streaming degli inediti pubblicati. Non avviene nemmeno la costruzione serrata di un'identità musicale per ogni personaggio, musicale o meno del programma.
La formula vincente di Tale e Quale Show esige proprio la decostruzione di questi personaggi, dall'identità visiva a quella musicale. Ed escludendo alcuni tentativi che si basano sulla macchiettizzazione del protagonista, come avviene con il comico Gabriele Cirilli, ci sono alcuni passaggi della competizione che sorprendono e non solo dal punto di vista musicale. Infatti, non è raro osservare vere e proprie coreografie che risultano credibili per il pubblico, un aspetto per nulla scontato, e che in certi momenti limita invece i concorrenti dei talent, non pienamente in grado di impattare con il mezzo televisivo. Un'opera, questa volta, di addizione rispetto alle cover proposte nei talent, che però centra il punto: il successo di Tale e Quale Show non si riduce solo alla parte comica e d’intrattenimento televisivo del programma.
La preparazione dei concorrenti che, settimana per settimana, trasformano sé stessi in qualcosa di completamente diverso, distruggendo il personaggio costruito nelle settimane precedenti, offre una formula musico-televisiva alternativa. Durante quest’edizione, la presenza di Selma, terza ieri con “Don't stop ‘til you get enough” di Michael Jackson, mostra la possibilità di un altro percorso promozionale per chi vuole lanciarsi nel mondo della musica. La cantante di origini tunisine, dopo la vittoria della quarta edizione del talent Dalla strada al palco, sta percorrendo l’ennesima strada alternativa nell’industria discografica. In ordine, Selma ha impersonato i panni di Raye con "Where is my husband", ma anche di Beyoncé con "Listen" e poi di Alicia Keys, Gloria Gaynor e in ultimo di Michael Jackson. Questo aggiudicandosi due volte il primo posto, poi un secondo e due terze posizioni.
Un altro personaggio che sta invece risolvendo con il suo recente passato, vissuto proprio ad Amici come professoressa, è Anna Pettinelli. Anche se rimangono modesti alcuni suoi tentativi musicali, il suo personaggio sta finalmente esplorando un percorso solo accennato ad Amici, durante le sfide tra i prof del Serale, in cui le sue coreografie/voli erano diventate un tema del programma. Un'ancora di salvataggio, la sua partecipazione, dopo un'edizione passata come professoressa del talent che ha mostrato chiaramente alcuni limiti nel rapporto con i propri concorrenti e con la loro destinazione musicale.