Raccontare se stessi, i propri traumi, per aiutare anche gli altri. Il valore testimoniale della violenza subita (e della letteratura) come terapia. Sembra questo il trait d'union tra il video denuncia di ieri della deejay Ema Stokholma sulle molestie che avrebbe ricevuto ieri a Torino, durante il soundcheck di un suo concerto, e il suo libro, uscito lo scorso febbraio per Harper Collins, "Per il mio bene", in cui ha denunciato le violenze subite da sua mamma da bambina. Ammirevole la scelta della deejay di esporsi, ancora una volta, dopo averlo fatto nel suo libro: un memento per tutti quelli che subiscono violenza, di ogni genere, per venire allo scoperto. Ma soprattutto per tutti quelli che hanno l'obbligo morale di aiutare sostenendo chi denuncia. Vale come nel razzismo: se non lo combatti, ne sei a favore.

Per il mio bene, il libro di Ema Stokholma

Nel libro "Per il mio bene", pubblicato nel 2020 da Harper Collins, la deejay ha raccontato per la prima volta il suo passato, il tempo in cui il suo nome era ancora Morwenn Moguerou. E lo fa scrivendo un libro che attraverso la sua esperienza individuale riesce a raggiungere sentimenti universali, a insegnare che dal dolore si può uscire, che si può sbagliare e cambiare, che il lieto fine è possibile.

“Non sei mai al sicuro in nessun posto”, questo ha imparato Morwenn, una bambina di cinque anni. Perché Morwenn ha paura di un mostro, un mostro che non si nasconde sotto il letto o negli armadi, ma vive con lei, controlla la sua vita. Un mostro che lei chiama “mamma”. La persona che dovrebbe esserle più vicina, che dovrebbe offrirle amore e protezione e invece sa darle solo violenza e odio. La picchia, la insulta, le fa male sia nel corpo che nell’anima.

Per il mio bene è una storia vera ma anche un romanzo indimenticabile, che riesce a raccontare il dolore e il male con una lingua immediata e diretta, con uno stile allo stesso tempo durissimo e dolce che colpisce il lettore al cuore e tocca le corde più profonde e vere dell’animo umano. Cosa che ha fatto anche ieri quando ha denunciato in un video postato sul suo profilo Instagram cosa le è successo durante le prove di una serata alla Mole di Torino.

La denuncia di Ema Stokholma: Filmata sotto la gonna"

La conduttrice e deejay racconta di aver subito molestie mentre si stava preparando a una serata di lavoro a Torino. Nel corso di un soundcheck, avrebbe scoperto l’esistenza di un cellulare nascosto per riprenderla sotto il vestito. Ad aumentare ulteriormente lo choc, la reazione dei testimoni che avrebbero cercato di minimizzare il gesto del voyeur, scoperto e subito denunciato.