Dalle parole pronunciate pochi giorni fa dal ministro Dario Franceschini pare proprio che sarà Firenze ad ospitare il Museo della lingua italiana, nella città dove dal 1583 ha sede l'Accademia della Crusca, la più antica accademia linguistica del mondo, così come auspicato tempo fa dal premier Giuseppe Conte, che in Toscana è di casa. Nello scorso week end, infatti, il titolare del MiBact ha effettuato un sopralluogo nel complesso monumentale di Santa Maria Novella, che da una parte si affaccia sulla stazione ferroviaria e dall'altro sulla piazza dell'omonima basilica. In particolare la visita si è concentrata sull'ala che si affaccia su via della Scala, grande circa 2500 metri quadri. Così il ministro:

C'è un'idea molto bella su cui hanno lavorato studiosi che hanno invitato lo Stato italiano ad avere un luogo che ricordi il lungo percorso della lingua italiana. L'idea è molto positiva, non mi pare ci sia città più adatta di Firenze, e quindi stiamo ragionando su quello. Oltretutto il fatto che questo progetto si realizzi mentre stiamo per entrare nei 700 anni dalla morte di Dante assume un significato ancora più forte.

Firenze, l'italiano, Dante Alighieri

In effetti, pensare a Dante Alighieri, quando si parla di Museo della lingua italiana e Firenze, è un'ovvietà di cui italiani dovremmo andar fieri. Nemmeno Santa Maria Novella è un caso. Tra i luoghi fiorentini che ispirarono la Divina Commedia del creatore della lingua italiana, di cui l'anno prossimo ricorrerà il 700esimo anniversario e per cui è stata da poco istituita una giornata speciale, il Dantedì, che si celebrerà ogni 25 marzo, proprio il complesso di Santa Maria Novella ricopre un ruolo importante.

Un museo della lingua italiana dove Dante studiò filosofia

Qui, infatti, presumibilmente Dante venne a contatto con il filone razionalistico della filosofia medievale, che studiò a partire da Aristotele e arrivando fino a San Tommaso, che tentava di fondare la fede su basi razionali. Diversamente, nella scuola legata al convento di Santa Croce, l'Alighieri si avvicinò al filone mistico della filosofia occidentale, che invece trovava in Sant’Agostino il suo principale riferimento, oltre ai grandi mistici medievali. Entrambi queste correnti di pensiero finiranno per arricchire l'impianto filosofico alla base della Divina Commedia di Dante Alighieri, padre della lingua italiana e fiorentino: città a cui con ogni probabilità sarà dato l'onore di ospitare un museo della nostra, splendida lingua.