Alberto Arbasino è morto oggi. Ad annunciare la morte del grande scrittore la famiglia dell'autore di "Fratelli d'Italia", tra i protagonisti del Gruppo 63. Arbasino si è spento all'età di 90 anni, dopo una lunga malattia. Nel comunicare la notizia, la famiglia ha spiegato che Arbasino si è spento “serenamente”. Lo scrittore aveva compiuto 90 anni lo scorso 22 gennaio, era uno dei grandi vecchi italiani, forse l'ultimo della cultura del nostro Paese, dopo Andrea Camilleri.

Originario di Voghera, dove era nato in pieno fascismo, nel 1930, dopo la guerra Arbasino fu tra i protagonisti del Gruppo 63. La sua produzione letteraria ha spaziato dal romanzo ("Fratelli d'Italia" del 1963, riscritto nel 1976 e nel 1993, cosa che ha portato qualcuno a dire di Arbasino che ha scritto per tutta la vita lo stesso romanzo) alla saggistica (ad esempio "Un paese senza", 1980). Editorialista Negli anni Ottanta, tra il 1983 e il 1987, è stato deputato al Parlamento italiano come indipendente per il Partito Repubblicano Italiano. Giornalista, poeta, critico teatrale, oltre che romanziere, è stato scrittore sperimentale, dalla prosa fluviale, a tratti allucinata, grande estimatore di un altro grande scrittore italiano, Carlo Emilio Gadda.

Tra i tanti riconoscimenti ricevuti, Alberto Arbasino ha anche ottenuto uno dei massimi onori per uno scrittore in vita cioè vedere le proprie opere pubblicate nei Meridiani della Mondadori. Nell'introduzione al volume dedicatogli, Raffaele Manica scrisse alcuni passaggi, che chiariscono l'estetica di Arbasino romanziere, dal suo esordio con la raccolta di racconti, "Le piccole vacanze", pubblicato per la prima volta nel 1957 con Einaudi, fino all'ultimo saggio  "Ritratti e immagini" del 2016, edito con Adelphi, 2016:

Nell'idea di romanzo di Arbasino le citazioni sostituiscono l'intreccio o l'avventura del romanzo tradizionale: sono altre avventure verso altri mondi noti o meno noti o ignoti.