La-nuova-area-museale-al-porto-di-Marsiglia

Marsiglia diventa protagonista di dodici mesi di cultura a 360°, dalla danza contemporanea alla gastronomia, dalle arti plastiche alle arti sceniche, dai colloqui eruditi all'arte degli spazi pubblici e ai festival, nei musei e nei luoghi rinnovati o interamente nuovi e aperti al pubblico: tutto è previsto per coniugare eccellenza artistica, culturale e partecipazione popolare (http://www.mp2013.fr/).

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Per la ghiotta occasione di rilancio turistico e culturale, la seconda città di Francia ha intrapreso da tempo un grande progetto di recupero e riqualificazione, chiamato Euro-Méditerranée: un piano ambizioso che vede la città di Marsiglia impegnata in un programma di rinnovamento urbano, a partire dalle aree portuali dismesse, finalizzato alla promozione internazionale dell’area metropolitana, coinvolgendo architetti di fama mondiale del calibro di Zaha Hadid, Jean Nouvel, Stefano Boeri.

Cinque le aree di intervento. Il waterfront e l'area di rappresentanza del progetto Cité de la Méditerranée. Il nuovo centro direzionale e residenziale Joliette. Il polo Culturale della Belle de Mai, realizzato attraverso la conversione di edifici industriali preesistenti in strutture di produzione culturale e mediatica. Saint Charles, che ospita la stazione ferroviaria e il suo intorno. Rue de la Républic, la via centrale che connette Place de la Joliette con il porto antico e la Canabiére.  Il capoluogo della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha visto nascere ben 60 cantieri, tra recuperi, riconversioni e nuove costruzioni.

Villa Méditerranée, Studio Boeri, Marsiglia (Photo_Paul_Ladouce)

Stefano Boeri stupisce tutti con la sua Villa Méditerranée, una costruzione fuori misura che sviluppa i suoi spazi sopra e sotto il mare, vero elemento unificatore per il mondo Mediterraneo. Con uno spettacolare sbalzo di 36 metri sospeso a 14 metri di altezza dal livello del mare, il Centre International pour le dialogue et les échanges en Méditerranée non è solo una struttura espositiva con mostre permanenti e temporanee: è soprattutto un luogo d’incontro polivalente e interattivo, dotato di un auditorium, di sale per conferenze e di un centro di documentazione; inoltre costituirà un luogo di scambio culturale tra le sponde artistiche del Mediterraneo.

Villa Méditerranée © Eugénie Cantier

L’idea che governa il progetto è di fare entrare il mare all’interno dell’edificio: l'acqua viene accolta nel progetto in una darsena artificiale che diventa spazio centrale dell'edificio tra la sua parte sospesa e quella interrata a 2,25 metri di profondità. Il complesso volume di circa 8.800 mq è in contatto visivo da un lato con la cattedrale Sainte-Marie-Majeure, progettata da Léon Vaudoyer (1852-1893), dall'altro con la CMA CGM Tower di Zaha Hadid e il mare. La Villa è dunque pensata per essere un luogo che intrattiene rapporti con i differenti paesaggi che lo circondano (terra, città, mare): il prospetto antistante le alte mura del Fort Saint-Jean sobrio, elegante, compatto; la facciata verso il Mediterraneo, leggera, radicalmente modernista con l'epico sbalzo, come fosse un piroscafo urbano ancorato all'orizzonte (tema tanto caro a Le Corbusier)

Villa Méditerranée,_Marseille_Architecture_Photo ©Paul Ladouce

Per stabilizzare le oscillazioni delle gigantesche mensole reticolari dell'aggetto, si è reso necessario aggiungere peso, da qui la scelta di utilizzare pannelli di rivestimento esterno particolarmente massivi, in cemento prefabbricato di grandi dimensioni. La pelle così diventa quasi un muro ciclopico, diverso solo nel colore dai bastioni del retrostante Fort Saint-Jean. La nuova costruzione, seppur nella sua semplicità di lettura esteriore, racchiude al suo interno una gran ricchezza di spazi, di percorsi, di funzioni. Il risultato è un luogo disponibile a tutto, generoso nella molteplicità degli usi e delle funzioni possibili.

Il MuCEM

Accanto alla Villa Méditerranée sorge il MuCEM, Museo delle Civiltà dell’Europa e del Mediterraneo, museo nazionale, progetto dello Studio Ricciotti unico per il Mediterraneo del XX secolo. Collezioni permanenti, esposizioni, incontri, teatro, cinema, musica, feste. 40000 m² per condividere il Mediterraneo. Il Museo è un cubo perfetto dal lato di 72 metri affacciato su una piazza anch'essa quadrata, protetto da un'orditura frangivento realizzata con fibrocemento di ultima generazione, che ha consentito la modellazione di una trama sottile color ruggine simile ad un trina. Il MuCEM è una città culturale che si appoggia su svariate discipline delle scienze umane e che mobilizza le espressioni artistiche delle due rive del Mediterraneo collegandosi al vicino Fort Saint-Jean attraverso una passerella.

FRAC-MARSEILLE

Da poco a Marsiglia ha inaugurato il Frac, inteso come "Fonds Régional d'Art Contemporain", il nuovo museo firmato dall'architetto giapponese Kengo Kuma. I Fondi Regionali d’ Arte Contemporanea sono collezioni pubbliche di arte contemporanea create nel 1982 tra lo Stato con i nuovi consigli regionali, per consentire all'arte di essere presente in 23 regioni francesi (decentramento). La loro missione è quella di costruire una raccolta e renderla fruibile al grande pubblico. L’edificio del Fondo Regionale per l'Arte Contemporanea a Marsiglia si trova nel quartiere di Joliette, un'area in piena ristrutturazione urbana. L'inserimento del progetto è all’interno di un contesto urbano complesso, che ne ha condizionato le volumetrie.

Frac

L'edificio è diviso in due corpi facilmente identificabili: il corpo principale nella parte sud-est e una torre a nord. Queste due entità sono interconnesse da un doppia passerella. Le aree non edificabili servono da pretesto per la creazione di spazi esterni unici come la terrazza nel cuore dell’isolotto  e il giardino di agrumeti, completamente collegato all'edificio. Questi spazi offrono una vista libera e sul verde per i vicini edifici residenziali. La torre gioca un ruolo di forte segnale urbano, rivolta alla strada ad annunciare le nuove attrattive. L'ingresso dell'edificio è caratterizzato una trasparenza totale che invita il pubblico a entrare liberamente ed esplorare questo nuovo gioiello dell’architettura contemporanea.

Vieu Port, Foster, Marsiglia

La riqualificazione del Vieux Port di Marsiglia, uno dei più grandi porti del Mediterraneo è stato affidato invece a Norman Foster. Nel tempo il sito, Patrimonio dell'Umanità, era diventato inaccessibile ai pedoni ed era stato tagliato fuori dalla vita della città. Il progetto dell’architetto inglese ripropone la creazione di nuovi spazi informali per spettacoli ed eventi e la rimozione del traffico per creare una piattaforma pubblica di sicurezza e semi-pedonale con banchine come spazio civico. Allargare lo spazio per i pedoni è stato possibile attraverso la realizzazione di piattaforme galleggianti. Utilizzando mezzi molto semplici, lo spazio sarà arricchito da piccoli padiglioni per eventi, mercati e occasioni speciali. Al Quai des Belges, il bordo prominente orientale del porto, ad esempio una lama riflettente, drammatica, in acciaio inox, sarà un riparo flessibile per il mercato e un nuovo padiglione per eventi. Aperto su tutti i lati, come un baldacchino sostenuto da sottili pilastri , presenta una superficie a specchio che riflette lo spazio circostante e si assottiglia verso i bordi, riducendo così al minimo il suo profilo e l'impatto visivo della struttura.

Belle de Mai Cours Jobin NUIT © ARM Architecture

Anche il sito de “La Friche la Belle de mai “, il Polo per le Arti e lo Spettacolo di Marsiglia, continua la sua metamorfosi:  progetto urbano reale, dedicato alle arti visive e dello spettacolo, è stato oggetto di un vasto programma di sviluppo firmato ARM Architecture e SELARL Poitevin & Reynaud. La Torre Jobin, nuovo spazio multimediale per l'arte contemporanea, ha da poco aperto al pubblico. Un ampliamento dell'edificio dei Magazzini, e collegato alla torre, è chiamato il “Panorama”. Dopo l'apertura, questo nuovo spazio (4000 m2) ospiterà le mostre temporanee. L’edificio dei Magazzini , nel frattempo, è stato riconvertito in uffici e laboratori per artisti e produttori residenti e la sua terrazza, belvedere sulla città, è stata rinnovata per offrire un enorme spazio aperto al pubblico.

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Molto più di un quartiere degli affari,  Euromediterranee si afferma dunque come vero luogo pieno di vita, in cui coesistono in armonia l'attività economica, i programmi immobiliari di promozione della diversità sociale e le attività per i suoi abitanti (negozi, asili nido, scuola materna, futuro ospedale). Sorgerà qui infatti anche il futuro ospedale, l’Hopital Euro-Méditerranée di C+T Architetti, risultante dal raggruppamento di due precedenti strutture ospedaliere (l’ Ambroise Paré Hospital e il Paul Desbief). Questo nuovo complesso sanitario mira a migliorare la qualità della vita dei Marsigliesi e aumentare le ambizioni metropolitane e mediterranee della città. Il risultato è la costruzione di un edificio perfettamente integrato nel sito, con un giardino sui tetti e pannelli solari che inducono un controllo dei costi energetici.

Les Quais d'Arenc

Si inserisce anche il Quais d'Arenc nel quadro dell’operazione  Euroméditerranée, che sta appunto interessando la città di Marsiglia, trasformando il centro città, aprendo la città al mare e riqualificando la quinta architettonica della città vista dal mare. Il progetto consiste nella realizzazione di quattro immobili ognuno assegnato ad una firma dell’architettura internazionale differente: Jean Nouvel costruirà un grattacielo di uffici, Roland Carta un edifico commerciale, Yves Lion e Jean Baptiste Pietri realizzeranno invece edifici per alloggi.

Vue du Musée Regards de Provence le soir

La creazione del Museo Regards de Provence costituisce invece la più importante iniziativa culturale privata tra i grandi cantieri che stanno interessando la città. Questo progetto si fonda sulla riabilitazione dell’antica Stazione Sanitaria, costruita dagli architetti Cahmpollion, F.Pouillon e R.Egger nel 1948. L’edificio, etichettato Patrimonio del XX secolo, è completamente ridisegnato sul piano scientifico e culturale sotto la veste di un moderno museo da dedicare alla raccolta della Fondazione Regards de Provence, a mostre temporanee di arte moderna e contemporanea, e alla storia del luogo attraverso foto e documenti inediti.

Le Silo©MatthieuCOLIN

Restando in tema di recuperi di edifici esistenti, il Silo quai d’Arenc, costruito nel 1926, è stato trasformato dagli architetti Carta e Castaldi in un nuovo luogo di vita, lavoro e cultura. Il silo Arenc è stato testimone di una forte storia simbolica e industriale: la conservazione e la lavorazione del grano a Marsiglia. Il progetto è un caso paradigmatico della volontà da parte dell’amministrazione della città di non continuare a lasciare alla deriva spazi importanti. Costruito su palafitte, questo imponente edificio in cemento armato di oltre 130 metri di lunghezza è stato convertito in luogo per uffici, un grande auditorium per la musica, spazi per mostre temporanee e un ristorante panoramico.

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Allo studio 5+1AA di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo è stato invece assegnato il progetto di riconversione degli storici Docks di Marsiglia. Una zona di transizione, di forte contrapposizione architettonica e territoriale, che gli architetti vogliono trasformare in un filtro tra l’anima urbana della città e quella legata al mare. Il progetto interseca i quattro assi cardinali, tra il centro contemporaneo a nord e la città storica a sud, la nuova città a est e il porto riconquistato a ovest. L’intervento di 5+1AA prevede la rinascita di quattro corti, destinate a uso commerciale e culturale, che dall’interno dei Docks si estendono su due piazze – una storica, Place de la Joliette e l’altra, in fase di realizzazione, Place de la Mediterranèe – e sulle due direttrici adiacenti agli edifici, creando quattro pause all’intero di un percorso longitudinale parallelo al porto. Attraverso la riorganizzazione degli spazi gli architetti hanno ridato luce all’antica austerità degli edifici di fine Ottocento trasformandoli in nuovi luoghi di aggregazione e socialità.

j1 ©AkramBELAID

Ma vero cuore vivente della Capitale della Cultura 2013 sarà il J1, situato in un luogo molto simbolico, sulle banchine del porto di Marsiglia, uno spazio in cui l'attività portuale affianca la cultura e la creazione. Questo immenso hangar apre al pubblico per la prima volta e diventa un luogo di incontro nel cuore dell’attività portuale. Aperto verso il mare, continuerà ad assicurare gli imbarchi e gli arrivi ai passeggeri provenienti da tutto il Mediterraneo, e i traghetti attraccheranno sempre ai suoi fianchi. Al livello superiore dell’edificio, allestito dall’Architetto Catherine Bonte, sono ospitati: uno spazio espositivo di 2500 m2, il conviviale Atelier comprendente la galleria Jetée, la galleria dei Quais e quelle dei “Ricercatori di Mezzanotte”, uno spazio per un pubblico giovane e un luogo dedicato ad interventi artistici e culturali (conferenze, letture, teatro, musica), un punto informazioni, una boutique-libreria e un bar-ristorante con vista mozzafiato.

Unite

Ovviamente a Marsiglia non si può ripartire senza un omaggio a Le Corbusier, e la sua utopica Citè Radieuse costruita negli anni Cinquanta, appena risistemata dopo un principio d'incendio. L'edifìcio che Le Corbusier erige a Marsiglia "l'unité d'habitation de grandeur conforme" è stato forse l'avvenimento architettonico moderno più importante al mondo. L'assunto di Le Corbusier era di situare in un posto stupendo un edificio che, godendo di verde, aria, sole, luce in un perfetto orientamento, con isolamento acustico, e visuale perfetta, realizzi alloggi studiatissimi ed indipendenti, in un complesso dotato di tutti i servizi: autorimessa, asilo, scuole, cultura fisica. stanze per ospiti, infermeria. assistenza medica e farmaceutica, ristorante, negozi, servizio postale, ecc. E Le Corbusier riesce a situare tutto questo in un complesso unitario completo, con una semplicità straordinaria di strutture e di impianti.

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Una buona architettura all’interno di uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbanistica europea, sta facendo dunque da volano per il riscatto di una città intera, Marsiglia,  famosa fino al recente passato per la sua malavita, che oggi mostra una nuova vitalità. La città è pensata come un mondo in continuo movimento. La mobilità delle persone, la continuità della comunicazione, l'evoluzione della percezione dell'ambiente sono i vettori trainanti di Marsiglia oggi. In questa città eterna, e complessa, con le sue tensioni, le sue contraddizioni, il suo passato ed il suo futuro c’è un materiale meraviglioso che può creare un luogo con una nuova geografia e una nuova identità. Marsiglia così dimostra quanto la programmazione sia requisito imprescindibile per ri-conquistare le città. Per fare ordine tra i pieni e i vuoti. Lavorando sulle infrastrutture. Ma non solo. Il rinnovamento passa dunque attraverso la Cultura e l’Architettura diviene veicolo d’emozione.