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Oltre 700 scienziati da tutto il mondo parteciperanno a “Il tempo del pianeta Terra e il tempo dell'uomo: le Geoscienze tra passato e futuro”, il meeting internazionale che riunisce a Parma, fino al 19 settembre il meglio degli studiosi a livello mondiale. E che quest'anno è stato inaugurato da Mario Tozzi, ieri sera al Teatro Due della città parmigiana, con un grande evento divulgativo gratuito ed aperto al pubblico. Un incontro sui processi geologici che hanno modellato la nostra penisola negli ultimi 500 milioni di anni e sul concetto di memoria ed evoluzione dell’uomo nel tempo, da cui nascono non solo la spettacolare bellezza dei panorami e degli scorci italiani, le montagne, le spiagge e le nostre città, ma anche gli italiani e le opere d’arte

L'evento a Parma Capitale della Cultura 2020

Al Campus Universitario di Parma, in questi giorni, si sta svolgendo il congresso congiunto delle Società Italiana di Mineralogia e Petrologia (SIMP), Società Geologica Italiana (SGI) e Società Geochimica Italiana (SoGeI). Un importante meeting scientifico, chiave nel panorama italiano delle Scienze della Terra, organizzato in sessioni orali e poster, con plenary lectures di studiosi di livello internazionale, patrocinato dal Comune di Parma nell’ambito della manifestazione Parma 2020 Capitale italiana della cultura e organizzato dalla sezione di Scienze della Terra del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma.

700 scienziati da tutto il mondo per il futuro del pianeta

Nell’ambito del congresso verranno affrontati alcuni temi di ricerca di importanza internazionale nella comunità delle Geoscienze, come il programma di ricerca marina IODP (International Ocean Discovery Program), che vede la compartecipazione di numerosi studiosi italiani per esplorare la storia e le dinamiche della Terra, utilizzando piattaforme di ricerca oceaniche per recuperare i dati registrati nei sedimenti e nelle rocce dei fondali marini attraverso perforazioni e carotaggi. Questo programma ha delle ricadute importante sulle politiche di sfruttamento minerario degli oceani profondi e di protezione ambientale.

Altro tema di rilevanza internazionale condotto dai ricercatori italiani è lo studio microscopico di piccole inclusioni all’interno dei diamanti che si sviluppano durante la loro formazione a profondità di centinaia di chilometri. Queste inclusioni stanno fornendo importanti informazioni sulla tettonica delle placche e la dinamica profonda del nostro pianeta. Infine, saranno discussi dalla comunità scientifica i metodi per la riduzione dei rischi da disastri naturali, affrontando il problema della prevedibilità dei rischi geologici e delle loro conseguenze, a diverse scale geografiche, temporali ed organizzative, nel contesto dei cambiamenti ambientali, climatici ed economici che si stanno verificando (o che sono previsti) sul pianeta Terra.