L’ultimo saluto di Teresa, la figlia di Francesco Guccini: “Mi hai insegnato a non smettere mai di pormi domande”

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Il funerale di Francesco Guccini a Pavana - ph Alessandro Ruggeri / LaPresse
Funerali privati per Francesco Guccini a Pàvana. La figlia Teresa lo ha ricordato: “Mi hai insegnato a non smettere di pormi domande”.

Si sono tenuti questa mattina, in forma privata, i funerali di Francesco Guccini, morto il 6 agosto. Nel cortile della casa di famiglia a Pàvana, si sono riuniti i parenti e le persone più care, come da volontà dello stesso cantautore che non ha voluto esequie pubbliche. Una volontà rispettata anche dal sindaco di Sambica Pistoiese – di cui pavana è frazione – che non ha indetto il lutto cittadino né messo bandiete a mezz'asta per ricordare il cittadino più famoso. "Le domande non sono mai riuscita a fartele tutte. Il più grande regalo che mi hai fatto è sapere dove andare a cercare. Oppure non smettere mai di porsele, quelle domande, senza avere per forza una risposta. È questo che volevi insegnarmi?" ha detto la figlia, stando a quanto riporta l'ANSA.

La figlia del cantautore, a cui dedicò "Culodritto", canzone in cui cantava: "Dammi ancora la mano, anche se quello stringerla è solo un pretesto per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato o mi ha mai chiesto. Vola, vola tu, dov'io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare". La canzone era inclusa nell'album "Signora Bovary" pubblicato nel 1987, quando la figlia aveva 9 anni. Anni dopo, nel 2000, le avrebbe dedicato anche un'altra canzone, "E un giorno" – inclusa nell'album "Stagioni" -, in cui racconta come la figlia sia diventata grande. E c'è un filo che lega le canzoni, come quando Guccini canta: "E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano, non racconta più favole e ormai, non ti prende per mano".

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Il Cardinale Matteo Maria Zuppi al funerale privato di Francesco Guccini – ph Alessandro Ruggeri / LaPresse

Durante la funzione, Teresa si è detta orgogliosa dell'attenzione che riusciva a rubare al padre, ricordando con affetto le cose semplici, "dal semplice panino con la mortadella al bar Roberto alla lettura dei quotidiani". E ne ha ricordato la spiritualità, una visione panteistica che le ha trasmesso. Guccini si definiva agnostico più che ateo e nelle sue canzoni parlava proprio di questo aspetto, come quando in Cyrano se la prendeva con i "preti che vendete a tutti un'altra vita, se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito guardatevi nel cuore, l'avete già tradito", ma anche con i materialisti col chiodo fisso che "Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso. le verità cercate per terra, da maiali. Tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali".

Sul feretro del cantautore è stato deposto un cuscino composto con arbusti, fiori e bacche raccolti nei boschi che circondano la sua casa natìa, oltre a una sua fotografia, un libro e un collage di immagini che ripercorrono alcuni dei momenti più significativi della sua vita. Inoltre c'è stata la benedizione e una preghiera del cardinale Matteo Zuppi con cui si è concluso il funerale laico, a cui è seguito un lungo applauso. La famiglia ha annunciato che per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre.

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