È morta Gloria Steinem, aveva 92 anni: icona del femminismo, ha portato la sua battaglia in tutto il mondo

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Gloria Steinem nella sua casa di New York - ph Barbara Alper:Getty Images
Gloria Steinem, morta a 92 anni, è stata una figura centrale della seconda ondata femminista, tra giornalismo, attivismo e battaglie per i diritti delle donne.

Con la morte di Gloria Steinem, scomparsa oggi a 92 anni, il femminismo mondiale perde uno dei punti di riferimento delle sue battaglie. Oltre che a livello teorico, con articoli, saggi e libri, l'attivista ha praticato il femminismo anche in maniera pratica, girando gli Stati Uniti e il mondo per parlare dei diritti delle donne. Steinem – che fondò la rivista Ms. – è stata protagonista della cosiddetta seconda ondata, ovvero il femminismo che prese vita a partire dagli anni '60, in cui dopo le battaglie sul suffragio universale si unirono quelle per la libertà sessuale, l'accesso ai contraccettivi e l'aborto.

Nel corso della sua esistenza, Steinem ha usato tutti gli strumenti a disposizione per parlare di femminismo e cercare di lavorare a una parità tra i generi. Lei stessa aveva vissuto su di sé i pregiudizi sociali dell'essere una donna nei primi decenni del secolo scorso, quando non le volevano affittare casa o ci si aspettasse che tutto quello a cui potesse ambire fosse un marito e un impegno casalingo. Ma lei preferì muoversi diversamente e decise che il modo migliore per raccontare la propria battaglia fosse quella di muoversi e usare il proprio corpo per incontrare donne di tutto il mondo, nei campus universitari, nei centri comunitari, alle manifestazioni e alle marce.

Ci volle un po' per abituarsi a parlare in pubblico, soprattutto quando raggiunta una certa fama, l'attivista fu costretta a parlare davanti a tante persone: "Devi essere lì con tutti e cinque i sensi. Dovrebbe essere ovvio che le persone non possono empatizzare tra loro a meno che non si trovino nella stessa stanza" disse in un'intervista all'Associated Press. La sua carriera cominciò come giornalista, ma inizialmente le erano affidati perlopiù articoli su cibo e moda. Poco dopo ricevette l'incarico di scrivere un reportage come infiltrata tra le conigliette di Playboy, ma portato a termine il compito se ne pentì: "Nel breve termine è stato molto più difficile ottenere incarichi, e nel lungo termine è stato usato per ridicolizzarmi".

Nel 1972 fondò la rivista femminista Ms. per cui scrisse il saggio "After Black Power, Women's Liberation" che la portò a essere considerata una delle principali leader del femminismo di quegli anni. Un ruolo che le portò molte soddisfazioni ma anche alcuni nemici importanti. Tra questi ci fu il Presidente Richard Nixon che fu sorpreso a prenderla in giro nello Studio Ovale. Ma Steinem non si lasciò mai intimidire, anche quando cominciarono a parlare di lei solo per la sua bellezza: "Nessuno mi ha mai definita bella finché non sono diventata pubblicamente una femminista, e questo è successo verso i 35 anni. Era chiaro che quell'etichetta mi veniva appiccicata".

Nata il 25 marzo 1934 a Toledo, in Ohio, suo padre era un venditore ambulante di antiquariato e visse in giro con i genitori, senza mai frequentare una scuola regolare. A 10 anni i suoi genitori divorziarono e lei fu costretta a prendersi cura della madre, una giornalista che dopo la fine della relazione con il marito, il lavoro da portare avanti e una figlia piccola ebbe un esaurimento nervoso. A 30 anni contribuì alla fondazione di un'altra rivista, New York Magazine, dove cominciò a scrivere pezzi più politici e a frequentare anche incontri che avevano a che fare con l'aborto. Fu allora che parlò del proprio aborto clandestino, fatto quando aveva 22 anni.

Nel 1971 fondò il National Women’s Political Caucus, un'organizzazione politica statunitense multipartitica. Da quel momento le occasioni per parlare pubblicamente si moltiplicarono e nonostante una ritrosia iniziale fu costretta sempre più a esporsi pubblicamente. Nonostante l'orgoglio di non avere mai avuto figli (dichiarò: "È importante che alcune di noi non abbiano figli, per dimostrare che abbiamo una scelta") si sposò a 66 anni, con l'attivista e imprenditore britannico David Bale, padre dell'attore Christian Bale, che aveva conosciuto a una raccolta benefica. Tra i suoi libri più importanti ci sono "Autostima. La rivoluzione parte da te", "Elogio dei corpi delle donne" e "Oltre i 60. Donne che non si fermano" tutti pubblicati in Italia dalla casa editrice femminista Vanda Edizioni.

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