È morta Dolly Parton, regina del country e madrina di Miley Cyrus: aveva 80 anni
Il mondo della musica e della cultura pop piange la scomparsa di Dolly Parton, leggendaria stella del country morta il 25 agosto all'età di 80 anni nella sua storica residenza di Nashville, in Tennessee. A confermare la notizia è stato il nipote Bryan Seaver, figlio di Cassie Parton e per oltre vent'anni a capo della sua sicurezza, attraverso un video messaggio diffuso sui social ufficiali. Un annuncio che la stessa icona del Tennessee gli aveva commissionato tempo fa: "Questo video è qualcosa che Dolly mi ha chiesto di fare anni fa, prima che potessi metabolizzarlo come una realtà futura", ha raccontato Seaver. E ancora: "Ho immaginato la pesantezza di questo momento ma non l'avevo mai provata davvero fino ad ora. È un onore, un onore misto ad assoluto orgoglio e a una grande tristezza".
Il rapporto con Miley Cyrus
Tra le figure più colpite da questo lutto c'è Miley Cyrus, con cui Parton vantava un rapporto simbiotico. Dolly era infatti la sua madrina, o "fata madrina", come amava definirsi: un legame affettivo e artistico iniziato quando Cyrus muoveva i primi passi nella serie Hannah Montana (in cui la donna interpretava proprio la zia della protagonista) e proseguito in una sequenza di duetti storici, collaborazioni e reciproche dichiarazioni d'amore. Miley ha sempre indicato nella madrina il suo punto di riferimento primario, il modello a cui ispirarsi per difendere la propria libertà espressiva e il proprio essere fuori dagli schemi, senza mai cedere ai compromessi dell'industria.
La carriera di Dolly Parton: un patrimonio di 3000 canzoni
In una carriera durata quasi sessant'anni, Dolly Parton ha scritto più di 3000 brani. Nella sua sterminata produzione figurano pietre miliari della musica mondiale come Coat of Many Colors, Jolene e la celeberrima I Will Always Love You (poi portata al successo planetario da Whitney Houston). Con 9 to 5, colonna sonora dell'omonimo film che l'ha vista protagonista sul grande schermo, ha firmato un vero e proprio inno per l'emancipazione femminile e per i lavoratori americani. Con 49 album pubblicati, 11 Grammy Awards vinti e l'ingresso sia nella Country Music Hall of Fame che nella Rock and Roll Hall of Fame, Dolly Parton è stata molto più di una star della canzone o di una star di Hollywood.
Menzione speciale merita la sua instancabile attività filantropica. Dalla creazione della Imagination Library (che ha regalato decine di milioni di libri ai bambini di tutto il mondo) fino alla donazione di un milione di dollari nel 2020 per la ricerca medica di Vanderbilt che ha contribuito allo sviluppo del vaccino Moderna anti-Covid, l'artista ha dimostrato come la fama possa anche trasformarsi in un motore d'impatto sociale. Con la sua scomparsa, generazioni di artiste perdono una maestra d'indipendenza, capace di mostrare al mondo come rimanere padroni della propria immagine e della propria arte.