È morta Cassandra Wilson, leggenda del jazz: aveva 70 anni e aveva vinto due Grammy

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Cassandra Wilson - ph Paras Griffin:Getty Images
È morta a 70 anni Cassandra Wilson, voce del jazz e tra le più grandi artiste americane del ‘900: collaborò con artisti come Miles Davis e Wynton Marsalis e vinse due Grammy Awards.

È morta a 70 anni Cassandra Wilson, una delle voci jazz più rilevanti della storia della musica mondiale. La donna si è spenta a Jackson, sua città natale, in Mississippi. Unendo pezzi inediti a rivisitazioni di standard e a letture proprie di un repertorio che andava dal pop al blues, nel 2001 Wilson è stata definita da Time come la migliore cantante d'America; nella sua carriera ha vinto due Grammy, aperto i concerti di Miles Davis, fatto tour con Wynton Marsalis e collaborato con il collettivo newyorkese M-Base di Steve Coleman, oltre ad aver ispirato artiste come Norah Jones. Le cause della sua morte non sono state rivelate.

Nel suo elogio funebre, Jon Batiste, che cominciò come membro della sua band, ha detto che "la sua voce suonava di Sud". "È con profonda tristezza che annunciamo la scomparsa di Cassandra Wilson, leggendaria artista jazz e vincitrice di due Grammy. Cassandra si è spenta serenamente a casa, circondata dalla famiglia, dagli amici più cari e dal suo manager" hanno scritto i familiari in una nota stampa. Cassandra Wilson è stata un'artista rilevante, fin dagli anni '80 la sua voce ha accompagnato gli appassionati di jazz e non solo, visto che il suo repertorio spaziava: Wilson si è confrontata con un repertorio ampio che andava dai The Monkees ai Police, passando da Neil Young, tra gli altri.

In un'America ancora razziale, cominciò a suonare il pianoforte a 6 anni, prima di suonare il clarinetto nelle bande musicali. Prima al college e poi all'università cominciò a suonare nei locali con diverse cover band. Il suo obiettivo era riuscire ad arrivare a tutti. In un'intervista del 1991 al Time disse: "Viviamo vite molto compartimentate. C'è la musica nera e c'è la musica bianca. C'è l'R&B, il funk e tutto il resto. Questa cosa mi ha sempre infastidita. Le persone non vedono le cose come un flusso continuo, non vedono ciò che tende a connetterci tutti. È questo ciò che vedo io. È a questo che cerco di arrivare".

La madre Mary (McDaniel) Fowlkes era un'educatrice del sistema scolastico pubblico mentre il padre, Herman Fowlkes Jr., ha svolto diversi lavori, da impiegato postale ad agente assicurativo e insegnante di musica, come bassista suonò in alcune band locali. Questo ambiente le ha trasmesso i primi rudimenti musicali e un attaccamento alle radici del Sud. Molti standard blues di quelle terre, infatti, sarebbero stati reinterpretati nel corso della sua carriera: "L'eredità del Mississippi è sempre stata presente in tutto ciò che faceva, per quanto la sua arte si evolvesse ed espandesse" ha scritto sempre Batiste.

"Point of view" del 1986 fu il suo primo album da solista a cui ne seguirono altri come "Days Aweigh", "Blue Skies" e "Jumpworld". Ma fu nel 1993, quando la Blue Note la mise sotto contratto, che Wilson visse un momento d'oro in quanto a popolarità, grazie ad album come "Blue Light ‘Til Dawn" e "New Moon Daughter", che avrebbe vinto il Grammy come miglior album vocale jazz, bissato nel 2009 con "Loverly". Nel tempo avrebbe continuato con la sua lettura della musica, ma anche con qualche sperimentazione, tornando alle esperienze maturate negli anni con la M-Base. L'ultimo album è "Coming Forth by Day" del 2015. Nel 2022 è stata anche nominata Jazz Master dal National Endowment for the Arts, una delle più alte onorificenze concesse agli artisti jazz negli Stati Uniti.

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