Il Dirty Corner di Anish Kapoor nei giardini di Versailles
in foto: Il Dirty Corner di Anish Kapoor nei giardini di Versailles

Come già era successo in precedenza con l'opera di Paul McCarthy, il sex toy chiamato "Tree" in Place Vendrome, la Francia non riesce a convivere serenamente con la prossima installazione di Anish Kapoor, che avverrà il 7 Giugno a Versailles. Il "Dirty Corner" (Angolo Osceno), così si chiama l'opera, sta causando un'enorme polemica, e prima ancora di essere inaugurata. Ma come mai un artista così famoso e geniale viene contestato dalla patria della "liberté"?

L’artista Anish Kapoor e il suo Dirty Corner
in foto: L’artista Anish Kapoor e il suo Dirty Corner

Anish Kapoor è conosciuto come uno dei più grandi interpreti del panorama dell'arte contemporanea mondiale. Le sue opere, è risaputo, tendono verso tematiche sessuali, e non è la prima volta che nei suoi lavori compaiono rappresentazioni di organi genitali. L'ultima volta è stata a Marzo, nella Lisson Gallery di Londra, dove la vagina è stata rappresentata in marmo rosa, con un incredibile tocco di sensualità. Consapevoli del fatto che l'opera di Kapoor si basa anche su questo, perché si grida allo scandalo? Pare che l'oggetto della discussione sia la location scelta per il "Dirty Corner". A detta dei francesi, infatti, questo tipo di installazione a Versailles macchierebbe la compostezza e lo sfarzo di quella dimora che è stata la casa della famiglia reale. Tale affermazione potrebbe essere condivisibile, se solo non vi fosse stata un Rivoluzione contro la monarchia; se solo, proprio a causa della famiglia reale, la Francia non avesse sofferto la fame; se solo Maria Antonietta e Luigi XVI, come tanti altri, non fossero stati ghigliottinati. A questo punto, pare proprio che Versailles sia molto più audace di quanto i francesi vogliono far credere.

Il contrasto tra il Dirty Corner e una statua della Reggia di Versailles
in foto: Il contrasto tra il Dirty Corner e una statua della Reggia di Versailles

L'arte di Kapoor è incredibilmente complessa, e si concentra molto sui colori. Il loro utilizzo è strettamente legato alla cultura indiana da cui proviene, e ognuno di essi ha un significato preciso per l'artista: il rosso è passione, il blu ha un'accezione spirituale ed infinita. In Dirty Corner è presente non solo il concetto di unità spaziale, al cui interno le opere si inseriscono modificando l'ambiente, ma anche quello della sessualità, tema a cui Kapoor fa costantemente riferimento. La sua affinità con la corrente dell'Arte Povera lo porta anche ad avere un'incredibile attenzione per l'uso dei materiali, come il già citato marmo rosa, il granito o il gesso, solo per dirne alcuni. Il suo lavoro va dall'ispirazione allo studio, nei minimi particolari, della realizzazione del suo lavoro. È un fantastico conoscitore dei pigmenti e delle loro qualità, e li usa sapientemente all'interno delle sue opere, coniugando architettura e sostanza, e creando opere in cui la percezione dello spazio da parte dell'occhio umano viene alterata. È il caso di "The dark brother" al Madre di Napoli dove l'artista anglo-indiano crea un vuoto all'interno del pavimento del Museo, ma ne ricopre la superficie con un pigmento nero che non fa risaltare la luce. Il risultato, è la sensazione che si tratti di qualcosa che è solo disegnato in superficie.

The Dark Brother di Anish Kapoor a MADRE di Napoli
in foto: The Dark Brother di Anish Kapoor a MADRE di Napoli

Se l'opera degli artisti contemporanei, dunque, si basa su tematiche tanto moderne quanto a volte spudorate, è giusto storcere il naso e puntare il dito (ancora una volta) contro tali installazioni? La nostra epoca artistica è quella in cui sentiamo il peso di ciò che è stato già fatto. L'arte ha bisogno di sperimentazioni, di strade nuove. Ha bisogno di respirare. Ed è ciò che Anish Kapoor si propone di fare. D'altronde, potrebbe non essere la "vagina" in quanto tale a destare scalpore, quanto le modalità con le quali è stata creata, e il fatto che l'arte contemporanea non va proprio a genio a tutti, soprattutto se contrasta con opere artistiche ed architettoniche antiche. Molto prima di Kapoor, infatti, c'è stato Gustave Courbet. E pare proprio che per quanto riguarda la sua Origine du Monde non si sia ancora gridato allo scandalo. Almeno non ancora, dal 1866.

L’Origine du Monde di Gustave Courbet
in foto: L’Origine du Monde di Gustave Courbet