Nasce a Bologna una biblioteca dedicata a Umberto Eco: gli oltre 30mila libri della sua collezione privata traslocheranno all'Università di Bologna che allestirà un'ala appositamente in suo onore. Lo scrittore – che fu anche semiologo, traduttore e filosofo – insegnò semiotica generale all'Università dal 1975 fino alla sua morte. E, ora, proprio nella biblioteca dell'Ateneo verranno ospitati i suoi libri, come voluto fortemente anche dai suoi familiari.

I libri di Umberto Eco all'Università di Bologna

La famiglia di Eco ha sempre voluto mettere i suoi libri a disposizione di tutti e, ora, sembra che il desiderio si stia per realizzare: 30mila libri andranno all’Università di Bologna, dove lo studioso ricoprì la cattedra di Semiotica dal 1975, altri 1200 alla Biblioteca Braidense di Brera. Il progetto dell'Università di Bologna consiste nel ricreare in un’ala della Bub, la biblioteca universitaria di Bologna, la sua casa-biblioteca di Piazza Castello a Milano. Le librerie saranno a scaffale aperto, con i colori e le dimensioni della biblioteca originale. Tra i volumi ci saranno opere di narrativa e testi dedicati a Umberto Eco, oltre ai libri scritti da lui. Un'altra sezione raggrupperà i libri dei “cretini”, ossia quei libri con cui non si trovava d’accordo. Una vasta sezione raggrupperà i suoi preziosi appunti, insieme a libri autografati e con dediche particolari. L’ingresso darà su piazza Puntoni e da qui angoli, spazi e lunghi corridoi tutti pieni di libri. Ancora incerta la data di apertura.

Umberto Eco e il rapporto con l'Università di Bologna

Umberto Eco possedeva in casa un'enorme quantità di libri. I suoi interessi spaziavano dal Medioevo ai mass media, rendendolo un'intellettuale estremamente dinamico e sempre aperto alle novità. All’inizio degli anni '70 contribuì alla fondazione del primo corso di Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) in Italia e nel 1992 diede avvio al corso di laurea in Scienze della Comunicazione che diresse personalmente. Nel 1990 fondò la Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna che diresse fino alla morte. Dal 2008 professore emerito, nel 2015 ricevette il "Sigillum Magnum d’oro" di Ateneo, la massima onorificenza accademica conferita dall’Università di Bologna. Il 20 marzo 2016, a un mese dalla scomparsa, la città diede il suo nome alla Piazza Coperta della Biblioteca Salaborsa.