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OPINIONI

I successi live di Vasco Rossi, Tiziano Ferro e Cesare Cremonini ci dicono che non contano solo stream e classifiche

Da Vasco Rossi a Tiziano Ferro e Cesare Cremonini, l’estate 2026 dimostra come la fedeltà del pubblico ai concerti superi la volatilità degli ascolti su Spotify: la prova sono i grandi concerti.
Vasco Rossi, Tiziano Ferro e Cremonini, 2026
Vasco Rossi, Tiziano Ferro e Cremonini, 2026

Le prime settimane di giugno hanno aperto la strada a uno dei momenti più importanti della musica live in Italia, l‘estate delle grandi venue, come gli stadi, ma anche i parchi urbani e gli ippodromi. Location che, com'è avvenuto negli scorsi anni, vedono come protagonisti alcuni dei più celebrati artisti italiani: da Vasco Rossi a Tiziano Ferro, passando per Cesare Cremonini, Max Pezzali e Luciano Ligabue. Appuntamenti che, per l'ennesimo tour, sembrano registrare non solo la grande affluenza di pubblico, ma anche una fidelizzazione che si scosta da alcuni criteri attuali.

Vasco Rossi, i sold-out e il giubileo nel 2027

Infatti, è solo allontanandoci dalla comunicazione dominante nella promozione di un artista, principalmente legata a classifiche di vendita, singoli e dischi, ma soprattutto ai risultati in streaming, che possiamo osservare come esistano altre narrazioni. È innegabile che la forza d'urto di un artista come Vasco Rossi vada a demolire tutti i principi della contemporaneità. Basti pensare all'ennesimo tour da 11 date distribuite tra stadi, arene e parchi urbani, attualmente con sei appuntamenti già sold-out. Tutto questo in vista di un 2027 che segnerà i suoi 50 anni di carriera e che lo vedrà protagonista in una serie di 10 concerti, il "giubileo" di Vasco allo Stadio Olimpico di Roma.

Un discorso simile, seppur con sfumature diverse, riguarda Tiziano Ferro con il suo tour Stadi26, composto da 12 tappe negli impianti più grandi in Italia. A sorreggere il grande risultato, in termini di vendite, di Tiziano Ferro c'è il doppio sold-out delle date milanesi e romane, rispettivamente allo stadio San Siro e all'Olimpico. Negli anni, tra i due artisti si sono sviluppate delle differenze operative, come una maggiore costanza e assiduità di Vasco Rossi nei concerti. Mentre il cantautore di Latina, a differenza del rocker, ha accompagnato il tour 2026 con l'uscita di un nuovo progetto discografico, pubblicato nell'ottobre 2025: ovvero "Sono un grande", seguito dalla deluxe il 22 maggio 2026.

È interessante sottolineare come il tour di Ferro non si proponga direttamente di promuovere il suo ultimo disco. Tutt'altro, dal momento che la scaletta ufficiale dei suoi concerti, composta da oltre 30 brani, vede al suo interno solo tre riferimenti al progetto: la titletrack, "Cuore rotto" e "Fingo&Spingo". Proprio l'artista, in un'intervista a Fanpage.it, aveva sottolineato: "Per me i concerti sono le canzoni. Quando vado a un concerto di un artista che mi piace è perché il cantante scrive la scaletta per le persone. Amo vedere le persone cantare, sorridere, uscire felici. E questa cosa succede quando non ti dimentichi di loro, perché il concerto è loro".

Vasco Rossi e Tiziano Ferro non sono presenti nella Top 10 degli artisti italiani con più ascoltatori mensili su Spotify

Quello che appare, nell'opera di fidelizzazione del pubblico, è che la volatilità del presente potrebbe ingannare poi sull'effettivo seguito dell'artista. Un esempio potrebbe essere quello delle classifiche di vendita, ma ancora più impattante è il dato sugli ascoltatori mensili. Un indicatore che quantifica il numero totale di account unici che hanno riprodotto almeno un brano di un determinato artista nell'arco degli ultimi 28 giorni. Potrebbe sorprendere sapere che né Vasco Rossi né Tiziano Ferro sono presenti nella Top 10 degli artisti italiani con più ascoltatori mensili su Spotify. A ciò si aggiunge l'assenza di singoli nelle classifiche di riferimento, come la Top 50 Italia della piattaforma.

Discorso diverso per il mercato fisico FIMI, che vede protagonista "Il sopravvissuto" di Vasco Rossi, che è stato certificato nella dodicesima settimana dell'anno il suo doppio disco di platino. Seguito anche dall'esordio in vetta alla classifica dei formati fisici FIMI per il suo "Vasco Live 2025 – The Essentials". Un percorso vissuto anche da "Sono un grande", prima della certificazione d'oro nella quinta settimana dell'anno. C'è anche chi, come Cesare Cremonini, è riuscito a creare un dialogo tra streaming e live, con il suo tour 2026 che l'ha portato a registrare il tutto esaurito per i suoi concerti lo scorso 6 e 7 giugno al Circo Massimo di Roma, prima di arrivare all'Ippodromo SNAI La Maura di Milano il 10, l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola il 13 e la Visarno Arena di Firenze il 17.

Lo stadio non è la destinazione, ma l'alimentazione del rito collettivo tra artista e fan

Contemporaneamente, continuano ad arrivare i risultati di "Alaska Baby", certificato triplo disco di platino, e il successo di "Ora che non ho più te", che ha raggiunto la vetta delle classifiche radiofoniche e della Top 50 di Spotify, mantenendola per cinque settimane consecutive. Nelle ultime settimane è stato inoltre certificato disco d'oro anche il suo storico progetto "Maggese", pubblicato nel 2005. È proprio in questa prospettiva che il dato numerico dello streaming, tanto per i singoli quanto per gli album, assume il valore di un indicatore e non di un traguardo. In questo senso, lo stadio non rappresenta più il punto di arrivo per chi ottiene grandi risultati sulle piattaforme, ma il luogo in cui quel successo si trasforma in un rito collettivo condiviso tra artista e pubblico.

I "nuovi idoli": Geolier e Ultimo

Sotto lo stesso cappello non sembrano esserci solo alcuni degli artisti più longevi della musica italiana, ma anche "nuovi idoli" come Geolier e Ultimo, che, soprattutto negli ultimi anni, stanno rinunciando alla narrazione delle classifiche, per continuare a fidelizzare il pubblico. Anche se con diverse strategie, l'identificazione del pubblico nei loro confronti sembra sempre meno legata alla volatilità dei successi in streaming, che sono assolutamente presenti, quanto nella costruzione di un approccio live che metta il pubblico al centro. Sono un esempio gli spettacoli costruiti da Geolier, come quello al Diego Armando Maradona di Napoli nel 2026 e all'Ippodromo di Agnano nel 2025, ma anche il "raduno degli Ultimi" che il cantautore romano terrà a Tor Vergata il 4 luglio, con 250 mila paganti.

I due giovani artisti sembrano aver trovato la chiave in uno dei processi più difficili per tutti gli artisti contemporanei: il tasso di conversione, ovvero la capacità reale di un artista di trasformare un ascoltatore digitale, il cui coinvolgimento richiesto sulla piattaforma di streaming è quasi nullo, in un acquirente fisico disposto a spendere una cifra considerevole per l'acquisto di un biglietto. Una fidelizzazione che, come possiamo osservare nel 2026, sembra avere tanti modelli da seguire, ma invita anche alla prudenza sulla voracità del mercato.

L'inseguimento dei numeri e delle grandi arene ha trasformato, in più di un'occasione, il desiderio di crescita in un pericoloso automatismo disfunzionale, a pagarne il prezzo sono stati soprattutto gli artisti e le loro aspettative future. Emerge, anche grazie a esempi come quelli descritti, che i concerti negli stadi affrontano un percorso diverso rispetto a quelli abituali dello streaming. La volatilità del mercato ha trasformato il pubblico in un sistema di account unici e ascoltatori distratti. Solo chi ha "investito a lungo termine" sull'interazione e sulla costruzione di un proprio pubblico di riferimento, non inseguendo le classifiche, sta ottenendo risultati con maggiore continuità.

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Giornalista professionista dal 2022. Editor dell’area Musica e Cultura di Fanpage.it da settembre 2020. Ha collaborato con quotidiani come La Stampa e portali web come Footbola. Ha frequentato tra il 2018 e il 2020 il Master in Giornalismo Giorgio Bocca dell’Università di Torino. 
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