La più grande collezione di gioielli antichi d'Europa. Ecco perché il furto avvenuto nella notte tra domenica e lunedì al Castello di Dresda, in Germania, alla “Gruene Gewoelbe” nelle sale del famoso museo delle "Volte verdi" è uno dei colpi peggiori inferti alla storia dell'arte mondiale. Di sicuro si tratta del più grande furto d'arte dal Dopoguerra ad oggi. Solo durante la Seconda guerra mondiale, con le razzie naziste, si è assistito a qualcosa di simile. E più indietro bisogna risalire addirittura a Napoleone.

Che cos'è la Grünes Gewölbe di Dresda

Il museo delle Volte verdi a Dresda comprende più di 4000 pezzi, di cui 1000 sono nella Neues Grünes Gewölbe e 3000 circa nell'originale e storica Grünes Gewölbe. La maggioranza dei gioielli furono realizzati dall'orafo Johann Melchior Dinglinger, mentre il museo fu fondato nel 1723 da Augusto II il Forte per contenere i gioielli della corona sassone in epoche diverse, dal barocco al neoclassicismo. Il nome del museo è dovuto al fatto che la stanza principale del museo è dipinta di verde. Dopo un lungo restauro, nel 2006, il museo fu riaperto al pubblico nella forma in cui si mostra oggi: è composto da nove stanza "a tema" relativamente ai gioielli esposti.

Durante la Seconda guerra mondiale, tre delle nove stanze del museo vennero distrutte dai bombardamenti che cancellarono la città di Dresda (una delle più martoriate, con decine di migliaia di morti) anche se il tesoro di gioielli fu messo in salvo. Nel '45, con l'esercito tedesco in ritirata, le truppe sovietiche entrarono in questa parte della Germania e sequestrarono il prezioso tesoro, che fu poi restituito nel 1958 alla Repubblica Democratica Tedesca.

I gioielli alla sala dalle Volte Verdi di Dresda

Tra i pezzi di maggior importanza si ricordano i gioielli delle corone di Sassonia e Polonia oltre alla coppa della regina Jadwiga di Polonia, risalente al XIV secolo e sottratta illegalmente dal tesoro della corona polacca da Federico Augusto I. Ma il pezzo forte resta il Diamante verde di Dresda, un brillante verde di 41 carati, il cui colore verde è unico dal momento che deriva da una sua radiazione naturale. Quest'ultimo è di sicuro l'unico pezzo che non farà parte del bottino da un miliardo di euro messo a punto dai ladri in azione stanotte al Castello di Dresda: attualmente si trova, infatti,  in mostra al Metropolitan a New York, in prestito.

Altri gioielli di grande importanza sono poi: il Sächsische Weiße (Sassone bianco), di 48 carati. Unico è anche uno zaffiro di 648 carati, regalo dello zar Pietro I il Grande di Russia. C'è poi il Servizio d'oro da caffè, che rappresenta una prodotto composto di tazze da caffè, una zuccheriera ed un'elaborata caffettiera, il tutto in oro smaltato. Infine, il Dianabad (Il "Bagno di Diana"), che è una coppa in calcedonio e conchiglia che rappresenta Diana al bagno.