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in foto: fonte: Festivaletteraturamantova

Torna, nei giorni in cui le prime pagine saranno assorbite dalla formazione del nuovo governo, il Festivaletteratura di Mantova. Da 4 all'8 settembre centinaia di voci di autori si alterneranno negli oltre 300 eventi che animeranno la ventitreesima edizione di uno degli appuntamenti più attesi della stagione culturale italiana. "Per orientarsi nel presente e riflettere sul futuro" recita il claim con cui quest'anno viene comunicato il festival. Questione quanto mai urgente di questi tempi. Come ogni anno, anzi, forse puntandovi con ancora più decisione, quest'anno il programma del Festivaletteratura consolida la sua dimensione internazionale. Sono oltre 70, infatti, gli ospiti stranieri presenti, segnando un record assoluto per la manifestazione. Questa scelta si riflette anche nell'inserimento in programma di un numero più consistente di eventi in lingua, per ridurre ulteriormente la distanza rispetto all'autore.

Scrittori stranieri a Mantova: dalla Atwood a McEwan

Tra gli autori stranieri che saranno per la prima volta a Mantova si segnalano Margaret Atwood, narratrice canadese di fama mondiale, la scozzese Ali Smith, più volte candidata al Nobel, Valeria Luiselli, il romanziere statunitense Dave Eggers, Manuel Vilas, considerato uno degli autori di punta della letteratura spagnola contemporanea. Ma non solo: Wole Soyinka, Ian McEwan e Abraham B. Yehoshua, Elif ShafakJonathan Safran Foer, Howard Jacobson e Pilar del Rio, giornalista e traduttrice spagnola nonché vedova di José Saramago.

Ma la sezione degli stranieri quest'anno, si arricchisce di un altro filone. A partire dagli Stati Uniti, paese che forse più di ogni altro riflette le contraddizioni del nostro tempo. Seguendo il passo del grande romanzo americano, reinterpretato da autori come Dorothy Allison, Salvatore Scibona, Benjamin Taylor e il premio Pulitzer Colson Whitehead, al Festival si potranno percorrere gli spazi immensi e la storia violenta di questo Paese, segnata da migrazioni, tensioni razziali, tragedie collettive, guerre rimosse che continuano a pesare sul suo presente alimentando conflitti tuttora irrisolti. Il desiderio di emancipazione delle donne di Meg Wolitzer e la condizione umana ai tempi della Silicon Valley sviscerata da Joshua Cohen saranno alcune delle altre facce dell'America in cui specchiarsi nel corso delle giornate di Festivaletteratura.

Italiani a Mantova: Maraini, De Luca e gli altri

Molti altri autori europei affastelleranno gli incontri del festival, per cui vale la pena consultare il programma completo del festival. Ed è europea è la città in libri scelta da Festivaletteratura per il 2019. Tirana, la capitale dell'Albania, sarà infatti celebrata nella Tenda dei libri di piazza Sordello dove allestita una biblioteca temporanea curata da Luca Scarlini, con circa 200 tra romanzi, reportage e saggi dedicati alla città. Nutrita come al solito, la presenza di autori italiani. Dacia Maraini ed Erri De Luca guideranno la squadra dei narratori italiani presenti a Festivaletteratura. A loro si aggiungeranno altri assidui frequentatori del Festival come Francesco Abate, Stefania Bertola, Adrian Bravi, Paolo Colagrande, Donatella Di Pietrantonio, Marcello Fois, Laura Forti, Michela Marzano, Michela Murgia, Piersandro Pallavicini, Gabriele Romagnoli, Elvira Seminara e Alessandro Zaccuri. Marco Malvaldi porterà una lettura/spettacolo presso la Casa Circondariale di Mantova.

E tutto questo solo per restare ad alcuni dei nomi più noti, poiché siamo soltanto all'antipasto. Perché a Mantova, come ogni anno, dalla letteratura per ragazzi a quella di genere, passando per l'idea di Museo della Lingua italiana promosso da Giuseppe Antonelli, fino alle "nuove etiche per il futuro" col maestro Lorenzoni e tanto tanto altro, dal teatro alla fotografia, dalla poesia alla riscoperta dei luoghi storici e dei monumenti della città dei Gonzaga, è questo è molto altro.