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Elisa lancia Campovolo: “Festival in Friuli cancellato dopo il corteo per Gaza. De Gregori? Non sono d’accordo”

Elisa festeggia 30 anni di carriera a Campovolo con Soundtrack ’97-’27. L’artista risponde a De Gregori sull’attivismo e allude a un mancato disimpegno istituzionale della Regione FVG sui fondi di un festival del 2025.
Elisa e Francesco De Gregori, Campovolo 2026
Elisa e Francesco De Gregori, Campovolo 2026

Sabato 11 settembre, Elisa celebrerà i suoi 30 anni di carriera nella cornice della Rcf Arena di Campovolo, con Soundtrack '97-'27. Uno spettacolo che andrà oltre la dimensione del classico concerto, che comincerà intorno alle 20.30, ma si imposterà su un percorso immersivo, nell'arena, tra mostre, listening room, cinema, aree sportive e spazi educativi. Per la presentazione del concerto, che segna anche i 22 anni dal suo esordio nel 2005 all'arena, ospite di Luciano Ligabue, Elisa è ritornata anche sul suo ruolo di attivista, non solo ambientale, ma anche politico. Una presa di posizione che arriva pochi giorni dopo le parole di Francesco De Gregori sull'impegno pubblico dei cantanti.

La posizione di Francesco De Gregori sui proclami politici dei cantanti

Qualche giorno fa, il cantautore romano si era detto insensibile ai proclami ideologici dal palco, da parte degli artisti: "Provo sempre un certo imbarazzo quando un uomo di spettacolo, che quindi ha una visibilità pubblica, vuole schierarsi in maniera così netta e apodittica su questioni internazionali, di guerra, perché tutto ciò che ci sta intorno va analizzato con estrema cura". Tra i motivi, anche le "idee confuse" sul conflitto tra Gaza e Israele, citando il "contengo moltitudini" del poeta statunitense Walt Whitman.

La risposta di Elisa: "Non sono molto d'accordo con lui"

Non è mancata la risposta di Elisa. La cantautrice ha inizialmente evidenziato come De Gregori e la sua generazione abbiano anche influito sulla società, rimarcando come per lei rappresenti un punto di riferimento: "È curioso, ma Francesco per tante cose è un mio grande punto di riferimento. Io lo ascolto come se fosse un filosofo e per me lo è. Forse per una volta non sono molto d'accordo con lui". La posizione di Elisa si evidenzia soprattutto nei passaggi successivi, quando ricorda la responsabilità del proprio ruolo e la capacità di essere un megafono sociale: "Ognuno di noi è responsabile dell'uso che fa del proprio microfono. La musica, però, è anche uno strumento di espressione, di libertà e di presa di posizione. Personalmente, non riuscirei mai a rimanere in silenzio. Di fronte alle ingiustizie storiche e presenti, il silenzio è sempre stato complice".

Elisa e il finanziamento negato della regione Friuli Venezia Giulia all'evento "Tramonti a Nord Est"

Elisa sembra aprire anche una parentesi sul recente passato, legandosi all'evento andato in scena tra il 27 e il 29 giugno 2025. Infatti, la cantante fa notare come la sua estrazione politica, con "mio nonno partigiano che fu prigioniero a Buchenwald" l'abbia instradata verso un percorso di attivismo politico: "Manifestare è parte della democrazia, è pericoloso quando aleggia anche solo il pensiero di renderlo illegale. Ho manifestato a Pordenone con i ragazzi per Gaza: ero in prima fila". Proprio la partecipazione a quella manifestazione sembra collegarsi all'evento "Tramonti a Nord Est", quando allude al fatto che quella rassegna, che sarebbe dovuta essere inizialmente finanziata anche dalla regione Friuli Venezia Giulia, abbia poi visto un disimpegno regionale: "Forse è solo un caso, ma la Regione ha tolto i contributi al festival fluttuante che avevo organizzato l’anno scorso dopo che ho partecipato a quelle manifestazioni".

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