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13 Giugno 2015
13:37

Danza al Napoli Teatro Festival: la Fura dels Baus porta in scena il mito di Afrodite

Dal successo planetario alla Cerimonia d’Apertura dei Giochi Olimpici di Barcellona, la Fura dels Baus propone sabato 13 giugno alla mostra d’Oltremare di Napoli il mito del pomo della discordia con la prescelta Afrodite.
A cura di Massimiliano Craus
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Si direbbe l’evento nell’evento del Napoli Teatro Festival quello proposto nell’insolito scenario della Mostra d’Oltremare di Napoli, location certamente più avvezza ad eventi congressuali e fieristici. Ma l’evento in questione è di proporzioni significative, legato com’è alla più ingombrante multidisciplinarietà pensabile per una serata di danza. Serata che difatti, nello specifico, non è esclusivamente di danza. Partiamo dal 1992, anno delle Olimpiadi di Barcellona: alla cerimonia d’apertura si esibisce la Fura dels Baus quale apripista all’intero spettacolo proposto in mondovisione. Ebbene, quel gruppo poliedrico di artisti ha sconvolto i parametri di etichette ed appartenenze a generi artistici e culturali proponendo una vera e propria rivoluzione appunto multidisciplinare con una commistione di teatro, musica, circo, danza, cinema, pubblicità ed opera. Con il duplice canale investigativo dell’effetto scenico della cultura (basti pensare alla messinscena del mito del pomo della discordia di questa rappresentazione partenopea) e dell’esplosione promozionale (su tutti si ricordano i brand Pepsi, Mercedes Benz, Peugeot, Volkswagen fedeli partner de La Fura dels Baus). Detto questo, abbiamo fatto capolino alle prove di questi giorni alla Mostra d’Oltremare, sui giardinetti di fronte al Teatro Mediterraneo, scoprendo un altalenarsi di performance di enorme impatto realizzate dalla compagine catalana per sorprendere il numerosissimo pubblico atteso sabato 13 giugno, al cospetto di uomini e donne denominati dal giornale tedesco Neue Musikzeitung teppisti della subcultura, tanto che il termine tedesco "Subkulturrabauken" è divenuto addirittura un neologismo ad hoc.

Afrodita y el juicio di Paris, regia e coreografia di Pera Tantina: una storia di divinità, potere e bellezza

La trama proposta al Napoli Teatro Festival è quella mitologica del “pomo della discordia”: Eris, dela della discordia è l’unica a non essere stata invitata al matrimonio tra Teti e Peleo, proprio in associazione ad una parecchio successiva fata Carabosse non invitata alla festa di Aurora de La Bella Addormentata, in un vizioso assist di chi scrive ai corsi e ricorsi storici della librettistica di tutti i tempi. La stessa Eris, per vendicarsi, si presenta alla festa scagliando sul tavolo del banchetto una mela d’oro con incisa la frase “Alla più bella”. Questo gesto scatena una furiosa lite tra Era, Afrodite ed Atena. Zeus nomina come giudice Paride. Pur di ingraziarsene il giudizio, le tre dee promettono svariate ricompense: Atena la vittoria in guerra, Era la sovranità sull’Asia, Afrodite l’amore di Elena, la donna più bella della terra. Paride sceglie l’amore di Elena e di donare la mela ad Afrodite. La Fura dels Baus, nell’occasione, ha scelto di raccontare la storia di divinità, potere e bellezza attraverso l’uso magnanimo di proiezioni video a firma di Esterina Zarillo.

La Fura dels Baus dalle Olimpiadi di Barcellona al Napoli Teatro Festival e nel mondo

Teatro, musica, circo, danza, cinema, pubblicità: La Fura dels Baus è senza dubbio una delle compagnie che per prime ha sperimentato, valorizzato e promosso nel mondo intero la multidisciplinarietà. Uno dei fondatori del gruppo, Carlos Padrissa, ci spiega il perché del particolare nome assegnato all’ensemble: “Fura significa furetto e Baus è il toponimo di un posto di Moià, un paesino della provincia di Barcellona, da dove vengono i fondatori originali del gruppo. A qualcuno piacevano i furetti, altri avrebbero voluto che ci chiamassimo semplicemente Baus, il nome di questo torrente dove andavamo a giocare. Era un posto di avventura, con una discesa di cenere, a causa della spazzatura che la gente bruciava e gettava lungo il fiume. Alla fine decidemmo di chiamarci La Fura dels Baus. Creammo il nome tutti insieme, secondo lo spirito del gruppo. Molte persone credono che Fura significhi furia, ma l’ira non c’entra nulla. Anche se devo ammettere che, effettivamente, questa interpretazione coincide con il tenore dei nostri spettacoli.” Quest’anno, ad esempio, la furia della compagnia catalana ha scelto Napoli per una performance all’aperto che potesse così coinvolgere l’intera città. Proiezioni video, acrobati, pupazzi giganti, ruote di fuoco: un apparato scenografico di grande impatto per raccontare una storia dal profondo passato culturale del mito. Nata nel 1979, La Fura dels Baus utilizza nei propri spettacoli molteplici risorse come la musica, il movimento, materiali naturali ed industriali, l’applicazione di nuove tecnologie. Il principale obiettivo è la creazione collettiva in seno alla quale gli attori e gli autori formano una sola ed unica entità. Negli anni Novanta, la Fura dels Baus estende il suo campo d’azione al teatro testuale e visivo del cosiddetto teatro digitale, mescolando in modo straordinario le immagini (video, immagini di sintesi, internet su tutti) alla propria messinscena. Le innovazioni tipiche de La Fura dels Baus sono valse anche nella messinscena di rappresentazioni di musica classica ed opera quali Madame Butterfly, Tristano e Isotta Orfeo ed Euridice ed Aida a dimostrazione della versatilità del repertorio in cantiere costante in seno ad una delle compagnie più incredibili del panorama artistico nel mondo.

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