In molti nella giornata di ieri hanno ricevuto una singolare notifica con cui Facebook annunciava la modifica del nome della pagina dell'ormai ex MiBact in Ministero della cultura. O MiC, come ha comunicato in un post ormai di qualche giorno fa il social manager della pagina Facebook ministeriale. Il tema, naturalmente, è politico, oltre che di natura formale o legato alle parole. Con la delega al turismo passata al neonato ministero di cui è titolare il leghista Massimo Garavaglia, infatti, il ministero gestito da Dario Franceschini diventa a pieno titolo il Ministero della Cultura, occupandosi esclusivamente di tutte le attività attinenti ai beni e alle attività culturali.

Tuttavia secondo la notifica di Facebook giunta sugli schermi di tutti gli utenti iscritti alla pagina, dal 2013 ad oggi è la quinta modifica al nome della pagina social ufficiale del ministero gestito dall'esponente del PD ininterrottamente dal 2014, con la breve parentesi di Alberto Bonisoli durante il primo governo presieduto da Giuseppe Conte nell'esperienza della maggioranza gialloverde.

In principio, nel 2013, fu MiBACT. Cinque anni di relativa tranquillità, nel nome e nel percorso politico. Nel 2018, invece, con lo scossone populista, l'arrivo di Bonisoli e la scissione (anche in quel caso) della delega al turismo, si trasformò in Mibac, per recuperare la "T" in data 11 ottobre 2019, con il ritorno di Franceschini in sella.

Tuttavia, soli tre giorni dopo, precisamente il 14 ottobre, la pagina Facebook rimase invariata nella sostanza ma cambiò nella forma e il minuscolo mibact si trasformò in un più maiuscolo (e corretto) MiBACT per arrivare a ieri, 2 marzo 2021, all'atto finale. In cui l'acronimo è stato abolito in favore del titolo esteso e dal sapore un po' vintage di Ministero della Cultura. Atto finale, dicono in molti. In attesa, naturalmente, di un nuovo cambiamento e il ritorno dell'acronimo, che dovrebbe essere per l'appunto MiC.