Ivan Fedele
in foto: Ivan Fedele

La pausa tra l'anteprima di Biennale Musica, tutta dedicata a celebrare il Leone d'Oro di quest'anno, Steve Reich (che abbiamo intervistato qui), è terminata. Riparte il Festival Internazionale di Musica Contemporanea con un calendario ricco di eventi, alcuni dei quali raccontati e motivati nel nostro video dalla capacità oratoria del Direttore Ivan Fedele.

Biennale Musica 2014

Come ormai è noto è “Limes” il titolo di quest'edizione, "musiche lontane nello spazio e nel tempo che, coniugandosi, superano i confini rigidi di ogni dogmatismo in una pratica quotidiana della creatività che fa del molteplice uno dei suoi punti di forza".  Il programma continua, ricco di interventi: l’Orquesta Sinfónica de Euskadi, il Meitar Ensemble di Tel Aviv, il coro polifonico albanese Violinat e Lapardhase, le musiche anatoliche della Galata Electroacustic Orchestra. Ci saranno in cartellone 20 novità con 13 prime assolute. Molto spazio ai compositori di giovane età, perché, come dice Fedele, "si parla tanto dei giovani, ma è giunto il momento che siano essi a parlare". Tra loro: Eduard Hamel, Amir Shpilman, Daniele Ghisi, Ondřej Adámek, Ofer Pelz, Silvia Borzelli, Aaron Einbond, Giovanni Dario Manzini, Yotam Haber, Dai Fujikura, John MacCallum, Oscar Bianchi, Stefano Bulfon. Gruppi musicali europei, come Intercontemporain, Divertimento, Eco Ensemble, e interpreti solisti di primo piano, come Cesari, Calderone, Prode, Savron, D’Orazio, Polo, Oka.

I confini di GEO, la Galata Electroacustic Orchestra

Se i "confini" diventano "limite da superare, nascono sfide come quella della GEO, la Galata Electroacustic Orchestra, che mette insieme musiche tradizionali con istanze contemporanee, strumenti acustici ed elettroacustici con l'elaborazione elettronica del suono. Si tratta di un progetto che vede coinvolte tante scuole e conservatori di musica da tutto il mondo, dalla Turchia all'Italia passando per la Spagna, e dove giovani interpreti produrranno uno spettacolo che inscena un viaggio dal ponte di Galata fino alla baia di Barcellona.

L'opera Kater I Rades

Uno dei fulcri di questo Festival è l'opera da camera "Kater I Rades – naufragio" scritta dal compositore albanese Admir Shkurtaj che mette in teatro musicale la vicenda straziante dell'affondamento dell'omonima motovedetta alla fine degli anni '90 nel braccio di mare di Otranto, episodio che causò la morte di circa 80 migranti. A commento dello svolgersi musicale, dal progredire contemporaneo e ricercato, un coro di voci tradizionali, etnico, che canterà in melodie microtonali. Dunque un tipo di vocalità arcaica e popolare che incontra, toccandole, alcune delle ricerche intervallari più contemporanee.

L'orquesta Sinfònica de Euskadi

Si tratta dell'Orchestra dei paesi baschi, che qualche anno fa commissionò a molti compositori di fama europei (Finissy, Dillon, Lavista, Eotvos, Pesson Sotelo, Mundry e lo stesso Fedele) molte brevi composizioni in un progetto chiamato "Tesela", tasselli, in cui tutti questi brani venivano suonati uno dopo l'altro a comporre un mosaico musicale ed emotivo. Oltre all'esecuzione di "Tesela" l'orchestra di Euskadi suonerà anche musiche di Gabriel Erkoreka, Luìs De Pablo e Ramòn Lazkano.

Biennale College. Quattro atti unici

Biennale quest'anno ha indetto quattro laboratori, attraverso i quali realizzare quattro atti unici, brevissimi, di giovani talenti scelti, a tema "surreale" o "assurdo". Ecco titoli e partecipanti dei singoli lavori. "O-X-A", di Accursio Cortese, libretto e regia Antonio Di Marca, scene e costumi Isabella Terruso, realizzazione costumi Giulia Orsi. "Magen Zeit Opera" di Gabriele Cosmi, libretto di Michelangelo Zeno, regia di Alberto Oliva, scene e costumi Marco Ferrara. "The Myth of Homo Rudolfensis" di Yair Klartag, libretto di Yael Sherill, regia Franziska Guggenbichler, costumi di Aileen Klein. "Tre cose (a caso) sull'amore" di Claudio Gay, libretto di Laura Tassi, regia di Chiara Passaniti, scene e costumi Tommaso Osnaghi.