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Bad Bunny al Super Bowl e la lotta a Trump e ICE con l’arma più affilata: l’identità culturale

L’arrivo di Bad Bunny al SuperBowl, dopo la vittoria di “Debí Tirar Más Fotos” ai Grammy 2026 e l’attacco all’ICE “Non siamo selvaggi, non siamo animali” segna un nuovo capitolo del rapporto tra il cantante portoricano e la politica statunitense, ma soprattutto dello scontro con il presidente Donald Trump.
A cura di Vincenzo Nasto
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Donald Trump e Bad Bunny, via Getty Images
Donald Trump e Bad Bunny, via Getty Images

Nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 2026, al Levi's Stadium di San Francisco, dimora della squadra di football americano San Francisco 49ers, andrà in scena il Super Bowl, la finale del campionato statunitense, la NFL, tra i New England Patriots e i Seattle Seahawks. Al centro della sfida, lo spettacolo dell'intervallo che potrebbe raccogliere davanti alla televisione oltre 190 milioni di persone, almeno stando ai dati dello scorso anno forniti dall'azienda di misurazione Nielsen. E quest'anno, proprio l'intervallo dello spettacolo, affidato all'artista portoricano Bad Bunny sta offrendo un vasto ventaglio di polemiche, anche risalenti al 2019: al centro della discussione una distanza, potremmo definire siderale, tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l'artista scelto in combine tra la NFL e Roc Nation, l'azienda di intrattenimento fondata da Jay-Z.

Ripartiamo dall'ultima puntata, avvenuta lo scorso 1 febbraio, quando alla Crypto.com Arena di Los Angeles sono andati in scena i Grammy. Durante quest'edizione, Bad Bunny ha vinto l'Album of the Year per "Debí Tirar Más Fotos": si tratta del primo album interamente in spagnolo a vincere il premio. Nei ringraziamenti di rito, Bad Bunny ha affermato: "Prima di ringraziare Dio, voglio dire: ICE OUT. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani. L'unica cosa più potente dell'odio è l'amore. Ma se dobbiamo combattere, lo faremo con l'amore. Noi non li odiamo. Noi amiamo la nostra gente". Tra il pubblico Billie Eilish, Justin Bieber e Hailey Bieber, Lady Gaga, Finneas O'Connell, Kehlani, Samara Joy, Amy Allen, Robert Glasper, Rhiannon Giddens hanno indossato delle spillette contro l'ICE e Donald Trump.

Un posizionamento politico da parte dello stato della musica attuale statunitense che si è riflesso anche nel brano di Bruce Springsteen, arrivato in prima posizione nella classifica Billboard a poche settimane dall'uscita. Pesano sulle dichiarazioni politiche di Bad Bunny ciò che è avvenuto nelle ultime settimane a Minneapolis, dove due cittadini americani, Alex Pretti e Renee Nicole Good, sono stati uccisi da agenti federali/ICE. Questo ha provocato anche una denuncia del Procuratore Generale del Minnesota, Keith Ellison al DHS, il Dipartimento per la sicurezza internazionale per fermare i migliaia agenti di stato inviati sul posto, accusati di terrorizzare la comunità e violare i diritti civili.

Proprio la presenza dell'ICE potrebbe raccontare un altro aspetto di quest'intervallo del Superbowl, perché come riporta il Washington Post, l'amministrazione Trump avrebbe autorizzato l'invio di unità tattiche dell'ICE per monitorare la possibilità di intercettare "immigrati" nell'area della Bay Area nei giorni precedenti alla partita. Una mossa che potrebbe essere definita intimidatoria, ma racconta il culmine di un rapporto tra Bad Bunny e la politica statunitense, a cui potremmo dare un inizio nel 2019. Il primo posizionamento politico del cantante infatti risale al "Telegramgate" nel suo paese che interessò l'allora governatore Ricardo Rossellò: nelle chat ritrovate con il suo staff messaggi omofobi e misogini e anche derisori verso le 3mila vittime, che costrinsero Bad Bunny a interrompere il suo tour europeo per sfilare tra le strade della capitale in protesta. Insieme a lui, il regista Benicio del Toro, ma anche Ricky Martin.

Ma per comprendere anche la linearità della posizione di Bad Bunny si deve fare un salto nel 2020, quando l'artista fu ospite dello spettacolo dell'intervallo del SuperBowl, come guest star di Shakira e Jennifer Lopez. In quel momento, cantando "Callaita" completamente in spagnolo, aprì una piccola frattura nel rapporto tra Bad Bunny e gli Stati Uniti. Secondo la studiosa Petra Rivera-Rideau, autrice di "Remixing Reggaeton", Bad Bunny avrebbe prodotto una "resistenza sonora": "Rifiutandosi di tradurre, Bad Bunny costringe l'ascoltatore anglofono a fare uno sforzo, a sentirsi lui stesso lo straniero. Inverte i rapporti di potere coloniali". Una scelta che, 3 anni più tardi, porterà Bad Bunny a confrontarsi con una delle barriere più evidenti, legate alla trasmissione dei Grammy nel 2023 da parte della CBS, il network televisivo di proprietà Paramount.

Infatti, il cantante portoricano si è esibito con i brani "El Apagón" e "Después de la Playa", provenienti dall'album "Un Verano Sin Ti", portando anche alcuni elementi della tradizione portoricana sul palco. Il network televisivo decise di non trascrivere ciò che Bad Bunny stava cantando, facendo comparire tra i sottotitoli "Cantando non in inglese". Questo aprì una lunga fase di polemiche, legate alla cancellazione culturale e della sua identità artistica, con Bad Bunny che solo nei mesi successivi: "È brutto da dire, ma non mi aspettavo altro. Poi ho pensato: ‘Perché non hanno messo nessun (traduttore) sapendo che avrei cantato'". Anche artisti come 50Cent si schierarono nei confronti del cantante portoricano, con il rapper che in un post su Instagram, poi cancellato, suggerì: "Bad Bunny è più grande di chiunque altro in questo momento, e non puoi permetterti i sottotitoli. Che diavolo è questo ‘Non parla in inglese'?".

Ma il primo scontro tra Bad Bunny e le politiche di Donald Trump sono più datati e legati alla campagna MAGA del 2024. Alla fine del suo tour infatti, al Madison Square Garden adibito per la chiusura della campagna elettorale, Trump ospitò sul palco il comico Tony Hinchcliffe che in un segmento dell'intervento fissò così l'isola statunitense: "C'è un'isola di spazzatura galleggiante in mezzo all'oceano. Credo si chiami Porto Rico". La stessa "El Apagón" presente ai Grammy del 2023, diventa di nuovo virale grazie alla presa di posizione di Bad Bunny. L'autore infatti, postò sul proprio profilo Instagram alcuni video della candidata democratica, Kamala Harris, in cui denuncia e attacca Donald Trump. La canzone, ribaltando la strategia musicale di Donald Trump durante la sua ultima campagna elettorale, si impose su TikTok.

Ma non è ancora finita qui, anzi ci si avvicina proprio al nocciolo della questione: dopo lo show dell'intervallo di Kendrick Lamar dello scorso anno, la NFL, in collaborazione con la Roc Nation, ha scelto proprio Bad Bunny come artista per uno dei momenti più importanti dell'intrattenimento statunitense nel mondo. La reazione di Trump, un'escalation partita nell'ottobre del 2025 lo vede rilasciare un'intervista a Newsmax, in cui afferma: "Non so chi sia. Non ne ho mai sentito parlare. Penso sia una scelta terribile. Stanno cercando di essere politicamente corretti, ma è un disastro. È assolutamente ridicolo. Chi sceglie questa gente? È una vergogna per il nostro paese". Il pensiero venne sublimato, un mese più tardi, sul suo social Truth, dove ha scritto: "Perché la NFL permette a uno che odia il nostro Paese di esibirsi al Super Bowl? Manca di rispetto alla nostra Bandiera e ai nostri grandi Confini. Riportateci la musica americana! MAGA".

E successivamente, in un'intervista al New York Post, ha annunciato che non presenzierà/guarderà il Superbowl: "Non lo guarderò. Sono contro di lui. Penso che averlo lì semini odio. Non è uno che unisce. Il Super Bowl una volta riguardava l'America, ora riguarda la politica". Nel frattempo, l'organizzazione conservatrice fondata da Charlie Kirk, Turning Point USA, ha annunciato che verrà trasmesso in streaming un "American Half Time Show" alternativo, con la presenza di Kid Rock, Brantley Gilbert, Lee Brice e Gabby Barrett, sul canale YouTube dell'associazione. Ma anche su piattaforme streaming come Daily Wire+. Real America’s Voice, TBN, CHARGE!, The National News Desk, NTD.com e OAN News. Nel frattempo, Bad Bunny, lo scorso ottobre, ha affermato che lo spettacolo sarà totalmente in spagnolo, soprattutto durante l'ultima presenza al Saturday Night Live, il programma di punta dell'azienda televisiva: "So che tutti sono felici, anche Fox News (e poi in spagnolo) e se non avete capito cosa ho appena detto, avete quattro mesi per imparare lo spagnolo".

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