Coppa Italia, Berlusconi: “Stato ostaggio capi ultras? Sì, brutto spettacolo”

A cura di D. F.
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L’ex Presidente del Consiglio: “siccome tutti hanno fatto già commenti a iosa, mi lasci dire una cosa che non ho ritrovato su nessun giornale. Quando si parla di ultras, bisogna distinguere, perché ci sono i delinquenti e ci sono gli ultras. Gli ultras sono tifosi, appassionati, con degli ideali”.
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Sulla clamorosa vicenda delle violenze prima della finale di Coppa Italia Napoli Fiorentina è interbenuto anche l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, nel corso di un'intervista rilasciata al TG4, ha affermato: "Lo Stato in ostaggio dei capi ultras? Sì, non è stata una buona cosa, non è stato un bello spettacolo certamente. Però, siccome tutti hanno fatto già commenti a iosa, mi lasci dire una cosa che non ho ritrovato su nessun giornale. Quando si parla di ultras, bisogna distinguere, perché ci sono i delinquenti e ci sono gli ultras. Gli ultras sono tifosi, appassionati, con degli ideali, che vedono negli atleti in campo quasi la personificazione di se stessi".

Le violenze, in particolare il ferimento di un tiposo partenopeo da parte di uno romanista, si sono ben presto tramutate in scontro politico. Come era avvenuto in altre occasioni simili si sono rincorse le dichiarazioni da parte di membri del governo e dell'opposizione. Così, mentre Matteo Renzi ha dettato la linea della "tolleranza zero", il Ministro degli Interni Alfano ha smentito categoricamente nel corso della conferenza stampa a Milano per il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza, che sabato allo stadio Olimpico di Roma ci sia stata una trattativa tra Stato e capi ultrà per giocare la finale di Coppa Italia. "Non sta nè in cielo nè in terra", ha detto Angelino Alfano. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, invece, ha detto che l'ipotesi di inasprire il Daspo "riguarda anche il ministero della Giustizia: non c'è solo un tema di vigilanza negli stadi ma anche il lavoro che la magistratura interessata ha fatto su questo fronte, che riguarda anche i rapporti tra alcune tifoserie e frange della criminalità organizzata".

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