Sentenza Nada Cella: così un bottone ha incastrato l’assassina dopo quasi 30 anni

Nella nuova puntata di Confidential, il programma d'inchiesta di Fanpage.it condotto da Francesco Piccinini, ci addentriamo in uno dei "cold case" più discussi d'Italia: l'omicidio di Nada Cella. La segretaria di 25 anni venne brutalmente assassinata il 6 maggio 1996 all'interno dello studio del commercialista Marco Soracco, a Chiavari. Ribattezzato "il delitto di via Poma di Genova", il caso è rimasto irrisolto per quasi tre decenni. Ospite speciale in studio è Antonella Pesce Delfino, genetista e criminologa che ha permesso la riapertura delle indagini.
La Pesce Delfino ha studiato il caso per la sua tesi di master, ha analizzato oltre 13.000 pagine di fascicoli impolverati, portando alla luce un verbale dimenticato che segnalava la presenza di cinque bottoni a casa della sospettata Anna Lucia Cecere, perfettamente compatibili con quello trovato sotto il corpo della vittima. Questa intuizione ha portato a una recente condanna in primo grado: 24 anni per Cecere (omicidio volontario) e 2 anni per Soracco (favoreggiamento). Attraverso il racconto della ricercatrice, affiancata in studio da Marta Casà e Tommaso Ricciardelli, il video ricostruisce i clamorosi errori investigativi dell'epoca.
Nell'episodio scopriremo i dettagli sull'inquinamento della scena del crimine, letteralmente ripulita dalla madre di Soracco, e le motivazioni dettate da una gelosia malata. All'interno della puntata verranno fatti ascoltare gli inquietanti audio di minacce inviati dalla stessa Cecere ad Antonella Pesce Delfino. Un racconto avvincente su come l'ostinazione di una studiosa abbia restituito speranza e giustizia alla madre di Nada dopo quasi 30 anni di ombre.