Luca Triani in stato di arresto in caserma.
in foto: Luca Triani in stato di arresto in caserma.

Arrestato vicino al Monumento dei Caduti, bandiera italiana come mantello e saluto romano prima delle manette. Questi gli ultimi istanti – significativi – di Luca Traini, il ventottenne arrestato a Macerata dopo il ferimento di almeno sei persone nella mattinata di sabato 3 febbraio. L'uomo è stato poi fotografato in caserma dopo l'arresto e il dettaglio del tatuaggio ha fornito ulteriori elementi per completare il quadro ideologico del ventottenne.

Nella Lega Nord…

Traini, meno di un anno fa, era tra i candidati della Lega Nord alle amministrative di Corridonia, in provincia di Macerata. Compare nei manifesti, presenzia al comizio di Matteo Salvini, ma poi alla fine ottiene zero preferenze. A votarlo nemmeno se stesso (di seguito lo screen alla fine dello spoglio pubblicato dal Comune di Corridonia), forse proprio perché, se da un lato Traini vede positivamente l'ascesa della Lega Nord, dall'altra parte non vuole partecipare al gioco democratico, a cui il pensiero eversivo di destra addebita – più che ai singoli partiti – il declino del paese.

… ma con la bandiera italiana

Nondimeno Traini è stato arrestato con la bandiera dell'Italia al collo, che non rientra affatto nella simbologia della Lega "pura". La dimensione nazionale del nuovo Carroccio di Salvini poco giustifica il nazionalismo espresso da Traini nei momenti che precedono l'arresto. L'estrazione politica del ventottenne va insomma cercata altrove, ed evidentemente negli ambienti del neofascismo. Il tatuaggio sulla tempia destra – il simbolo di Terza Posizione – conferma il radicamento politico di Traini nell'estremismo "nero". Da precisare che Terza Posizione oggi non esiste e, da organizzazione eversiva, di certo l'appartenenza non veniva dichiarata, tantomeno con tatuaggi così evidenti. Per Traini, insomma, TP è un riferimento ideologico e "di metodo".

Traini partecipa agli eventi culturali dell'estrema destra, organizzati da ambienti vicini a Forza Nuova. Il due dicembre è nella biblioteca comunale di Civitanova Marche per la presentazione del libro "Donna Rachele mia nonna. La moglie di Benito Mussolini", di Adda Negri Mussolini. L'evento era stato organizzato da "Aries. Officina Nazional Popolare", che in un'altra occasione vede partecipare Traini ad un convegno in ricordo del camerata Roberto Scocco.

Il movente

 

In questo quadro il movente degli attentati che hanno causato il ferimento di almeno sei immigrati, di cui quattro in condizioni gravi, è di natura politica. L'ipotesi, ventilata dalla Lega Nord, secondo cui Traini avrebbe sparato per vendicare Pamela Mastropietro, in quanto amante, è infondata. La giovane, uccisa e fatta a pezzi a Macerata e per il cui omicidio è sospettato un uomo nigeriano, non conosceva Traini, come confermato dalla famiglia di Pamela e dalla Procura stessa. La notizia dell'efferato delitto della giovane fa parte del mix esplosivo che ha portato Traini ad armarsi, ma la disponibilità a tirare le somme e far uscire quel risultato, ossia l'azione violenta, precede la morte di Pamela.