Il nerboruto marinaio tatuato spegne 90 candeline: era il 17 gennaio del 1929 quando Braccio di Ferro compariva per la prima volta nelle strisce a fumetti disegnate da Elzie Crisler Segar. Si trattava inizialmente di un personaggio secondario, destinato a scomparire dopo qualche episodio, ma il suo successo fu talmente eclatante da convincere il disegnatore a trasformarlo nel protagonista assoluto dei suoi racconti. E non solo: in novant'anni Braccio di Ferro è divenuto leggenda, grazie alle sue divertenti avventure e al rapporto, molto particolare, con la fidanzata Olivia.

Novant'anni fa la prima avventura: in Africa

"Braccio di Ferro incontra Sinbad", uno dei primi cortometraggi ispirati al fumetto di Segar (1936).
in foto: "Braccio di Ferro incontra Sinbad", uno dei primi cortometraggi ispirati al fumetto di Segar (1936).

Castor Oyl (fratello di Olivia) decide di partire per l’Africa alla ricerca della rarissima “gallina fischione”. Ha bisogno però di un marinaio esperto che lo aiuti nell'impresa di attraversare l’Oceano: ingaggia così Braccio di Ferro, un tipo decisamente strano ma coraggioso e, soprattutto, eccezionalmente forte. Nelle intenzioni di Segar Popeye doveva accompagnare Castor Oyl in Africa e poi scomparire dai racconti del fumetto “Thimble Theatre”, ma l’originalità di questo personaggio fu talmente gradita al pubblico che il disegnatore decise di trasformarlo nella star delle sue opere. Dopo i fumetti fu la volta della serie TV animata “Popeye The Sailor” prodotta negli anni Trenta da Max e Dave Fleisher, e anche del cinema.

Olivia e Braccio di Ferro: niente amore a prima vista

Robin Williams e Shelley Duvall nel film "Popeye - Braccio di Ferro" del 1980.
in foto: Robin Williams e Shelley Duvall nel film "Popeye – Braccio di Ferro" del 1980.

Quello fra Braccio di Ferro ed Olivia non si può definire certo un colpo di fulmine: durante il loro primo incontro i due litigano ferocemente, senza contare che Olivia all'epoca è fidanzata con Harold Hamgravy, un fascinoso fannullone che non perde occasione di corteggiare altre donne (meglio se molto ricche). Il tira e molla con il suo primo fidanzato occupa buona parte delle prime strisce a fumetti, ancora prima dell’apparizione di Popeye: Olivia “nasce” infatti nel 1919, insieme a suo fratello Castor e agli altri membri della loro numerosa famiglia sulla quale, inizialmente, era incentrata la narrazione.

Anche dopo il fidanzamento con Braccio di Ferro Olivia non perderà mai la sua indipendenza e il suo carattere spigliato e vivace, tipico delle donne “alla garçonne” tanto di moda all'epoca. È forse per questa sua caratterizzazione estremamente peculiare che il suo personaggio è sopravvissuto ai tempi e alla enorme popolarità del suo compagno: sempre pronta a dire la sua e, senza troppi giri di parole, a rimproverare Braccio di Ferro per il suo comportamento impulsivo, Olivia rappresenta la partner ideale per un personaggio che invece risulta molto più semplice anche se estremamente originale e divertente.

Anche il suo aspetto fisico ha contribuito al successo e chissà, anche a conquistare il cuore dello scapestrato marinaio (oltre che quello di Bruto che cerca costantemente di rapirla): molto alta e magrissima, con piedi enormi e capelli lisci tirati in una crocchia strettissima, Olivia non rappresenta certo l’ideale estetico oggi più di moda. E per fortuna: è proprio la sua “bellezza” fuori da ogni schema che ha reso il suo personaggio immortale, capace di sopravvivere per quasi un secolo.

Il villaggio di Popeye a Malta

Lo "Sweethaven Village" di Malta.
in foto: Lo "Sweethaven Village" di Malta.

Si trova a Malta, nella baia di Anchor, ed è anche conosciuto come “Sweethaven Village”: il villaggio di Braccio di Ferro, con tanto di porto, esiste davvero e da ben quarant'anni. Nasce molto tempo dopo la prima apparizione del personaggio, e in un modo molto particolare: nel 1979 la Paramount e la Walt Disney producono “Popeye – Braccio di Ferro”, il (poco) famoso film interpretato da Robin Williams e ispirato appunto alle celebri avventure del marinaio disegnato da Segar.

Per il set del film venne costruito un vero e proprio villaggio a grandezza naturale, che doveva fare da sfondo alle disperate ricerche che Braccio di Ferro intraprende per trovare suo padre. Il film non ebbe il successo sperato, ma lo Sweethaven Village ebbe tutt'altro destino: ancora oggi è aperto sette giorni su sette e ospita, oltre ad un piccolo museo con oggetti di scena e fotografie del set, un vero e proprio parco divertimenti.