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22 Settembre 2021
09:46

“Zitto, spastico” e botte al compagno di classe: rinviati a giudizio 5 minorenni a Lecce

Picchiato e insultato tra le mura dell’istituto scolastico per mesi. I cinque bulli sono stati rinviati a giudizio. Le motivazioni dietro tanta violenza erano del tutto futili: “Lo facciamo solo per divertimento” scriveva uno dei minori accusati su Whatsapp. Il 15enne è tornato tra i banchi in una nuova scuola.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Immagine di repertorio
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"Devi stare zitto, spastico" gli ripetevano continuamente prima di picchiarlo tra le mura dell'edificio scolastico. Cinque studenti di un Istituto superiore di Maglie, in Salento, ora rischiano il processo. Gli aguzzini sono quattro 16enni residenti tra Nociglia, Castro Ruffano e Cutrofiano e un 17enne di Zollino. L'udienza preliminare è fissata per il 20 dicembre davanti alla gup del Tribunale dei Minori. la vittima è un ragazzino di appena 15 anni, vittima di bullismo da ottobre 2019 fino al febbraio 2020, a poche settimane dalla chiusura delle scuole dovuto alla pandemia da Covid-19. In alcune occasioni, le aggressioni hanno costretto il 15enne a recarsi in ospedale per accertamenti.

Dietro le aggressioni, motivazioni del tutto banali. Alle domande del 15enne uno degli aguzzini rispondeva: "Non sei simpatico". Ancora, su Whatsapp scriveva che la violenza aveva come scopo il "puro divertimento". Per mesi il 15enne non ha raccontato ai genitori cosa accadeva a scuola: tutti i giorni però tornava a casa dolorante, tanto da non riuscire a mettere lo zaino in spalla per tornare in classe la mattina dopo. Preoccupati, i familiari hanno insistito per scoprire la natura di quel malessere fisico e psicologico. Il 15enne è crollato dopo l'ennesima corsa in ospedale dovuta a un ginocchio dolorante. Ai genitori ha raccontato i soprusi che sopportava tutti i giorni in classe. Così, assistiti da un avvocato, marito e moglie hanno sporto denuncia. A ricostruire tutta la vicenda, poi, sono stati i carabinieri del posto.

Il 15enne veniva picchiato per i motivi più disparati: diverse volte dopo dei compiti in classe come "punizione" per non aver suggerito. Altre volte durante la ricreazione senza alcun movente. Le aggressioni sarebbero avvenute alcune volte anche in presenza degli insegnanti che hanno ammonito gli aguzzini con alcune note sul registro. A nulla sono valsi neppure gli interventi del preside dell'istituto: una volta usciti dall'ufficio del dirigente, gli adolescenti ricominciavano a torturare il compagno di classe. Nelle poche occasioni in cui la vittima ha cercato di reagire, il branco metteva in atto vere e proprie spedizioni punitive all'uscita da scuola.

L'adolescente è stato trasferito in un altro Istituto della zona. Qui ha recuperato la serenità della sua vita da 15enne e la voglia di stare in compagnia dei suoi coetanei senza paura.

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