Fanpage.it raccoglie segnalazioni e testimonianze di chi ha vissuto disagi legati all'attività dell'Etna. Se anche tu hai avuto un'esperienza da segnalare, puoi farlo cliccando a questo link.
L'eruzione dell'Etna in corso da giorni ha provocato grossi disagi a quanti dovevano viaggiare da e per Catania nelle ultime settimane: molti voli sono stati cancellati, anche all'ultimo momento, altri sono stati dirottati su altri aeroporti, tanti viaggiatori lamentano di essere stati "abbandonati" dalle compagnie aeree o comunque di non aver trovato qualcuno che li aiutasse una volta costretti a cambiare programmi. Un'emergenza che è arrivata nel cuore dell'estate, quando tante famiglie programmano le loro vacanze. La lettera che pubblichiamo oggi la scrive Paola, una di queste persone che si è ritrovata costretta a cambiare i suoi programmi a causa di un volo cancellato. Ma lo ha fatto, nonostante le tante spese in più da sostenere, per non deludere i figli con cui doveva partire.
La lettera di Paola a Fanpage.it
Sogni una vacanza da tutta la vita. Risparmi, lavori, fai sacrifici e cerchi di fare il possibile per rendere felici i tuoi figli, ormai grandi: uno ha 20 anni, l’altro 23.
Per settimane loro programmano ogni dettaglio. Cosa vedere, dove andare, cosa fare in quei sei giorni in Grecia che sono riuscita, con fatica, a ritagliarmi. Abbiamo un budget e sappiamo che dobbiamo stare attenti: tre persone, sei giorni, spostamenti, cibo e tutto il resto. Ma siamo felici. Loro mi aiutano a pianificare e, man mano che la partenza si avvicina, l’emozione cresce.
Finalmente arriva il giorno della partenza.
Chiudiamo le valigie, le carichiamo in macchina. Loro sono emozionatissimi. Io mi collego per controllare il volo.
Cancellato.
Li guardo. Quasi piangevano.
E in quel momento, invece di andare in aeroporto, corriamo in agenzia. La vacanza ha avuto un costo importante, un costo per il quale ho lavorato mesi e che avevo cercato di saldare con sacrificio.
Chiedo un piano B.
E il piano B è da pazzi.
Ma l’idea di deludere i miei figli mi faceva stare male. Ero consapevole che, in un modo o nell’altro, avrei perso una bella cifra di denaro. La vacanza sarebbe costata molto più del previsto.
Eppure decido di provarci.
Li guardo.
«Andiamo?»
«Andiamo.»
Sono le 11:15.
In un nano secondo siamo già in viaggio.
Il piano B prevede Siracusa-Messina: 150 euro. Poi traghetto a piedi per Villa San Giovanni, quindi treno per Roma Termini con partenza alle 16:05 e arrivo intorno alle 9:00 del mattino. Da Roma, altro treno per Bologna, con arrivo previsto alle 4:30.
Poi succede un’altra cosa: il secondo treno anticipa e arriviamo alle 3:30.
Il primo treno per l’aeroporto parte alle 5.
A quel punto, taxi.
Corriamo in aeroporto.
Ci imbarchiamo da Bologna per Chania.
Finalmente partiamo.
Anche il volo, però, è in ritardo, sempre per problemi legati a Catania.
Ma partiamo.
Solo un giorno dopo rispetto al programma.
La vacanza si è accorciata di un giorno.
«Va be’», ci diciamo.
Il volo diretto da Catania ci avrebbe portato a Heraklion, che distava circa 60-70 chilometri dalla nostra struttura.
Noi invece atterriamo a Chania.
Distanza dalla struttura: circa 200 chilometri.
Più di tre ore di macchina.
E va be’.
A questo punto siamo qui.
Domani dovremmo rientrare.
Da dove? Per dove? Ancora non lo so.
So solo che la mia vacanza è costata molto più del previsto.
Ma forse questa non è stata una vacanza.
È stata un’avventura.
Un’avventura cominciata con un volo cancellato, continuata tra macchine, traghetti, treni, taxi, aeroporti, ritardi, chilometri e imprevisti.
E che, evidentemente, ha deciso di accompagnarci fino all’ultimo minuto.
Perché una cosa l’ho capita: quando hai davanti due figli che ti guardano e ti dicono «andiamo», a volte fai cose che non avresti mai immaginato di poter fare.
E così, tra sacrifici, stanchezza, soldi spesi oltre il previsto e una quantità incredibile di imprevisti, eccoci qui.
In Grecia.
Insieme.
E forse, alla fine, è proprio questo il ricordo che porteremo a casa.
Perché alcune vacanze si ricordano per il mare, gli alberghi e le fotografie.
Altre perché sono andate esattamente come previsto.
La nostra, invece, probabilmente la ricorderemo per sempre proprio perché non è andata per niente come avevamo previsto.
E fino all’ultimo sarà così.