Voleva un figlio, lui confessa di amare un uomo: chiede 50mila euro di danni all’ex marito

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immagine di repertorio
La confessione del marito, innamorato di un uomo, è arrivata dopo anni di tensioni sul desiderio di avere un figlio. La donna ha chiesto 50mila euro di risarcimento al tribunale di Pistoia, sostenendo di aver subito danni alla salute e alla vita lavorativa. La causa si è conclusa con un accordo privato.

Per anni ha desiderato diventare madre, ma il marito si sarebbe sempre opposto alla possibilità di avere un figlio. Poi, dopo una lunga crisi matrimoniale, lui le ha confessato di essersi innamorato di un altro uomo e di voler stare con lui. Una rivelazione che, secondo la donna, avrebbe avuto conseguenze profonde sulla sua salute e sulla sua vita lavorativa. Da qui la decisione di chiedere 50mila euro di risarcimento all'ex coniuge davanti al tribunale di Pistoia. La vicenda, ricostruita da Repubblica e dalla stampa toscana, si è conclusa con un accordo privato tra i due, che nel frattempo hanno divorziato. Il giudice non è quindi arrivato a una decisione sulle responsabilità contestate.

I due si erano sposati alla fine degli anni Novanta e, per ragioni legate al lavoro dell'uomo, avevano vissuto anche in diversi Paesi. Nel 2014 avevano deciso di stabilirsi in Toscana, ma la donna si sarebbe trasferita lì in modo definitivo soltanto tre anni dopo. Secondo il suo racconto in aula, proprio con il passare del tempo il desiderio di avere un figlio era diventato un motivo ricorrente di discussione nella coppia, senza però trovare una risposta positiva da parte del marito.

La donna avrebbe cercato diverse strade per provare a diventare madre. Si era informata all'estero sulla possibilità di congelare gli ovuli e sulla preservazione della fertilità, avrebbe affrontato trattamenti di stimolazione ovarica e proposto al marito di ricorrere alla fecondazione in vitro. Ma, secondo quanto riferito nella causa, lui non avrebbe accettato di partecipare al percorso. La situazione si sarebbe trascinata per anni, mentre il rapporto si deteriorava anche sul piano dell'intimità.

Nel 2019 sarebbe arrivata la confessione che ha segnato la rottura definitiva: il marito le avrebbe detto di essersi innamorato di un uomo e di voler costruire una relazione con lui. La donna ha sostenuto che la scoperta avesse provocato o aggravato problemi di salute, tra cui una sindrome depressiva, con ripercussioni anche sulla sua attività professionale. Nella richiesta risarcitoria ha indicato danni patrimoniali, biologici e non patrimoniali, sostenendo che fossero stati lesi diritti legati alla famiglia, alla salute, alla sessualità e alla possibilità di procreare. Nelle allegazioni avrebbe inoltre quantificato nel 12% la riduzione della propria integrità psicofisica.

L'ex marito ha contestato questa ricostruzione. A suo dire, la crisi coniugale era iniziata già nel 2014, quando i due avevano deciso di vivere separati per un periodo. L'uomo avrebbe inoltre attribuito la fine del matrimonio anche a una relazione extraconiugale della moglie, respingendo l'idea di essere responsabile dei danni denunciati. Nella sua difesa ha sostenuto anche che nessuno possa essere obbligato ad avere rapporti sessuali o ad avere un figlio.

La causa si è chiusa senza che il tribunale stabilisse quale delle due ricostruzioni dovesse prevalere. Durante il procedimento era stata avviata una negoziazione assistita, che dopo un primo arresto e mesi di trattative ha portato le parti a raggiungere un'intesa privata. Nel frattempo il matrimonio era già terminato con il divorzio. I termini dell'accordo non sono stati resi noti: non è quindi possibile affermare che la donna abbia ottenuto i 50mila euro richiesti, né che il giudice abbia riconosciuto una responsabilità dell'ex marito.

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