Getta acido contro il suo avvocato a Messina, fermata la ex cliente: ha una condanna per l’omicidio del marito
È stata fermata dai Carabinieri del comando provinciale di Catania la donna accusata di aver aggredito il suo avvocato a Messina. La donna avrebbe gettato dell'acido su Pierfrancesco Broccio, 58 anni, causandogli ustioni sul 20% del corpo.
La donna, 47enne, è stata condotta in carcere mentre il suo ormai ex legale si trova ricoverato al centro Grandi ustioni dell'ospedale Cannizzaro di Catania.
L'aggressione e poi la fuga
La donna avrebbe già scontato una condanna per l'omicidio del marito nell'ex ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese. La donna in passato era già assistita da Broccio nell'ambito di un processo penale, e aveva chiesto di incontrarlo nuovamente venerdì per ottenere una consulenza legale. Circostanza confermata anche dall'avvocato ai microfoni di Rainews: "Mi ha detto di voler farmi vedere delle carte, e di essere persona offesa in un procedimento penale".
Il 58enne è quindi andato a prendere la donna alla stazione ferroviaria di Messina Centrale, per poi dirigersi con lei verso il suo studio a Santo Stefano Medio. Al momento di scendere dall'auto, però, la cliente avrebbe prelevato dalla propria borsa una bottiglietta con del liquido corrosivo e l'avrebbe schizzato all'indirizzo dell'uomo, per poi fuggire a piedi.
La donna è scappata subito dopo il gesto facendo scattare le ricerche da parte dei Carabinieri, e ieri, domenica 27 settembre, è stata rintracciata mentre si trovava in strada a Catania. La 47enne è indagata per lesioni aggravate.
Le ustioni sul 20% del corpo
Dopo l'aggressione, Broccio è scappato e ha richiesto l'intervento dei soccorsi che lo hanno portato al Policlinico Gaetano Martino. Qui è stato stabilizzato prima di essere condotto al centro Grandi ustioni dove i medici hanno riscontrato ustioni sul 20% del corpo. La prognosi dell'avvocato resta riservata, ma non è in pericolo di vita.
L'avvocato ha fatto sapere di avere un'ipotesi sul perché del gesto, ma non parla per rispetto nei confronti delle indagini degli inquirenti.