Diciannovenne ucciso a coltellate al Parco Dora a Torino, fermato presunto omicida: è un 46enne
C’è una svolta nelle indagini sull’omicidio di Saloum Fall, il 19enne accoltellato a morte nel tardo pomeriggio del 23 ottobre scorso al Parco Dora di Torino. Nelle scorse ore la polizia ha individuato e fermato un uomo con l’accusa di omicidio volontario. Si tratta di un operaio 46enne originario della Romania e residente a Tortino, bloccato oggi dagli agenti della Squadra Mobile he da giorni stavano stringendo il cerchio attorno al presunto assassino.
Tra le ipotesi è che il movente del delitto possa essere individuato in una lite per motivi di droga maturata nel mondo dello spaccio di stupefacenti ma non è esclusa una lite per altri motivi. La polizia è arrivata a lui esaminando minuziosamente i filmati delle telecamere di videosorveglianza del parco e delle vie limitrofe e confrontando i risultati con i dati del telefono della vittima e quanto emerso dalle indagini tradizionale sul campo nell’ambiente dello spaccio locale.
Saloum Fall, giovane di origine senegalese, era stato raggiunto da diversi fendenti mortali al torace nel tardo pomeriggio di venerdì. A lanciare l’allarme, intorno alle 18.30, erano stai alcuni passati che avevano riferito di aver sentito delle urla e poi un uomo fuggire dalla zona a piedi mentre la vittima si accasciava a terra esanime. Per il ragazzo non c’era stato nulla da fare nonostante la corsa in ospedale.
Fin da subito il delitto non era apparso come un agguato e per questo gli investigatori si erano concentrati anche sugli ultimi contatti della vittima. Mentre alcuni agenti analizzavano i video delle telecamere della zona, infatti, altri si sono occupati dell’analisi del telefono del 19enne per capire con chi avesse parlato o massaggiato nelle ore e nei giorni precedenti.
L’ipotesi prevalente infatti è che vittima e omicida si fossero dati appuntamento per chiarire precedenti diverbi ma l’incontro sia finito poi nel sangue. Saloum Fall era arrivato in monopattino con zaino in spalla ma poco dopo era stato accoltellato. Nello zaino il telefono su cui vi erano messaggi e chiamate al presunto assassino.