Fabio Colapietro, ucciso e fatto a pezzi a Torino. Il 26enne confessa: “Volevamo buttarlo nel fiume

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Matheus de Oliveira, il ragazzo di 26 anni fermato con l’accusa di aver ucciso e fatto a pezzi il 39enne Fabio Colapietro a Torino, ha ammesso oggi davanti al Gip. L’intenzione sarebbe stata quella di gettare il corpo in un lago o in un fiume ”per farlo scomparire”.

È stato interrogato oggi pomeriggio Matheus de Oliveira, il ragazzo di 26 anni posto ieri sera in stato di fermo con l'accusa di aver ucciso il 39enne Fabio Colapietro, il cui cadavere fatto a pezzi e chiuso in sacchi neri è stato trovato in un appartamento alla periferia nord di Torino. Assistito dall'avvocato Wilmer Perga, il giovane indagato ha confermato in un'ora e mezza il racconto di quello che aveva già detto ieri alla polizia che lo aveva sentito dopo il ritrovamento del corpo.

Stando a quanto trapela, il 26enne avrebbe riferito che, insieme alla professoressa Nicole Formichetti, che abitava nella casa dove il corpo della vittima è stato trovato, e a un'altra persona, la filippina Keith Butig, entrambe fermate nella serata di ieri per  favoreggiamento e occultamento di cadavere, avrebbero fatto uso di  alcool e diverse droghe per ore fino all'arrivo dello spacciatore, la vittima. Sempre secondo il racconto, la mattina seguente, al risveglio, qualcuno gli avrebbe detto che il 39enne gli aveva rubato del denaro, quindi sarebbe nata una violenta lite a cui sarebbe seguita una colluttazione.

Il racconto si sarebbe poi fatto più confuso quando il gip ha chiesto al 26enne se sia stato lui a soffocare la vittima. A quel punto, infatti, secondo quanto si è appreso, il giovane si sarebbe preso la  testa tra le mani sostenendo di non ricordare cosa è successo, aggiungendo tuttavia che dopo aver tentato di rianimare la vittima per due ore, accortisi che ogni tentativo era inutile, hanno pensato di sbarazzarsi del cadavere di Colapietro. L'intenzione sarebbe stata quella di gettare il corpo a pezzi in un lago o in un fiume "per farlo scomparire", e a questo sarebbero stati acquistati sacchi neri, candeggina e telo.

In stato di fermo anche la professoressa Nicole Formichetti, 47 anni, e Keith Butig, di 22. La prima, difesa dagli avvocati Alessandro Bellina e Chiara Romano, si è avvalsa della facoltà di non rispondere, i quali hanno fatto sapere che "è sconvolta e in questo momento non è in grado di ricostruire gli eventi". Keith Butig, difesa dall’avvocato Francesco Rotella, ha negato il suo coinvolgimento nel delitto e nello smembramento del corpo. "Mi sono chiusa in un’altra stanza, sono solo uscita a comprare dei sacchetti. Poi me ne sono andata e ho vagato per un giorno e mezzo prima di tornare a casa".

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