Giallo di Pietracatella, parla Gianni Di Vita: “Da padre e da marito spero che non sia stato un omicidio”

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“Sapere che è stato commesso un delitto per me sarebbe una seconda tragedia” ha dichiarato Gianni Di Vita, l’uomo che ha perso moglie e figlia nel Natale scorso a Pietracatella in un terribile avvelenamento da Ricina i cui risvolti sono ancora al centro delle indagini.

"Io sono un padre e sono un marito, mi aggrappo a tutto ciò che potrebbe indicare che non sia stato un delitto perché per me sarebbe una seconda tragedia. Io spero e mi auguro che la verità sia questa, è una speranza ma non è del tutto infondata ma credo che sia legittimo che io lo pensi perché io sono il marito di Antonella e il padre di Sara" così è tornato a parlare in pubblico Gianni Di Vita, l'uomo che ha perso moglie e figlia nel Natale scorso a Pietracatella in un terribile avvelenamento da Ricina i cui risvolti sono ancora al centro delle indagini della procura di Larino e della Squadra Mobile di Campobasso.

"Sapere che è stato commesso un delitto per me sarebbe una seconda tragedia, questo si deve capire. La cosa peggiore è successa a Natale. Tutto ciò che accade adesso non mi può far più paura, perché non ho nulla da nascondere. Voglio solo che finisca il prima possibile questa storia" ha aggiunto l'ex sindaco della cittadina molisana in uno sfogo ai microfoni di Teleregione, sottolineando come la tragedia abbia completamente sconvolto la sua vita e quella dell'altra figlia.

"Io voglio la verità. La voglio per giustizia, e la voglio perché io e mia figlia non saremo mai sereni se non ci sarà questa verità", ha sottolineato Gianni Di Vita ricordando anche di aver dovuto cambiare casa più volte in questi mesi e di essersi dovuto allontanare dal paesino per una maggiore tranquillità della minore

"Tutti mi chiedono: ma vuoi la verità? Ma come sarebbe possibile non volerla? Specialmente nella mia situazione. Se io non volessi la verità, vuol dire che avrei qualcosa da nascondere, che sarei colpevole? Ma che domanda è?" ho ribattuto poi Gianni Di Vita in risposta a chi gli domandava se ha voglia conoscere la verità sulla morte Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, rispettivamente moglie e figlia quindicenne.

"Cosa dovrei rispondere, certo che voglio la verità. La voglio per poter rispondere a mia figlia perché se in questo momento siamo presi da quello che accade, fra dieci anni non sarà così. Mia figlia mi chiederà: papà, che è successo quella notte? Che è successo in quelle due notti? Ma io che posso risponderle?" ha affermato l'ex sindaco di Pietracatella, visibilmente provato.

"In questi dieci mesi io ho cambiato quattro case, cioè non so se ve ne rendete conto. Siamo dovuti scappare a Campobasso perché mia figlia aveva l'esame di maturità e mi implorava di trovare una casa a Campobasso. Siamo stati due mesi a Campobasso, ma è possibile vivere così? Da non imputato, tra l'altro" ha proseguito nel suo sfogo Gianni Di Vita, concludendo: "Non so più a chi fare appello e mi è stato rimproverato di non fare appelli. Ogni giorno ne esce una nuova sui giornali. Ma posso rettificare tutti i giorni? Sarà l'ultima volta che parlo, io ve lo dico proprio. Non fermatemi mai più" .

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