Villafrati, fabbro 39enne cade dal balcone durante i lavori di ristrutturazione: morto dopo volo di sei metri
Si chiamava Giovanni Patricola, era un fabbro di 39 anni: è morto all'ospedale Civico di Palermo dopo essere precipitato da un balcone al secondo piano di una palazzina in ristrutturazione a Villafrati, nel Palermitano. L'incidente è avvenuto in via Alcide De Gasperi, dove l'uomo stava lavorando. La caduta, per cause ancora da chiarire, è stata di circa sei metri.
Secondo le prime informazioni, Patricola avrebbe riportato lesioni alle costole e una frattura cranica con emorragia cerebrale. A dare l'allarme sarebbero stati i colleghi, che hanno chiamato il 118. Il fabbro è stato trasportato in codice rosso al Civico di Palermo, dove i medici hanno tentato di rianimarlo. Purtroppo ogni tentativo è stato vano. Giovanni è morto intorno alle 14, alcune ore dopo l'incidente.
Sulla vicenda indagano i carabinieri e i tecnici dello Spresal dell'Asp di Palermo, il servizio che si occupa della prevenzione e della sicurezza negli ambienti di lavoro. Gli investigatori dovranno ricostruire le fasi dell'incidente e verificare se nel cantiere fossero rispettate le misure di sicurezza. Sicuramente gli inquirenti dovranno sentire i colleghi di Patricola e il direttore dei lavori incaricato della ristrutturazione per chiarire meglio la dinamica della tragedia.
Il sindaco di Villafrati, Franco Agnello, e la vicesindaca Rosalia Costanza avevano seguito l'evoluzione delle condizioni dell'uomo, nella speranza che potesse riprendersi. Patricola era sposato e aveva una figlia piccola.
“Non è accettabile che si continui a morire così. Siamo vicini alla famiglia dell’ennesima vittima di un incidente sul lavoro nel palermitano, ci auguriamo venga fatta chiarezza, ma è evidente che ancora la tutela della vita dei lavoratori non è una priorità”. Sono le parole della segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese, dopo aver appreso della morte del 39enne a Villafrati:
“A soli 39 anni, morire così è inaccettabile. Ogni morte è una sconfitta per tutti, ogni incidente , ogni near miss, non sono una fatalità, ma il risultato di precarietà, di lavoro nero, di appalti al massimo ribasso, di mancata vigilanza e di scarsa formazione”. “La sicurezza non è un costo, e si costruisce con il rispetto delle regole, l’applicazione dei contratti, l’uso dei Dpi, e con una formazione continua”