Manovra 2027

Tredicesima detassata, ipotesi agevolazioni dal 2027 solo per chi guadagna meno: le novità in Manovra

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Il Cdm di oggi approverà la manovra 2027: l’elenco delle misure che entreranno nel provvedimento non è stato ancora definito, ma il governo sta valutando una detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi, con aliquota agevolata al 10% o al 15%.

La manovra 2027 che arriva oggi in Consiglio dei ministri per il via libera, in vista del passaggio alla Camera e poi al Senato, comincia a delinearsi. Sono ore concitate, e la maggioranza è al lavoro per le ultime limature, dopo il vertice di ieri pomeriggio.

Tutto ruota attorno alle coperture necessarie per finanziare la manovra. Al vertice di ieri il centrodestra ha raggiunto un'intesa sulla tassazione delle banche, su cui Forza Italia era fortemente contraria. Dal settore finanziario dovrebbe arrivare un contributo di quasi 5 miliardi di euro, una cifra cospicua, se consideriamo che la legge di Bilancio dovrebbe avere un valore complessivo di 23,5 miliardi (con la possibilità di arrivare a 25 miliardi). L'accordo raggiunto dovrebbe escludere le banche di prossimità e i piccoli istituti locali. Inoltre il governo vorrebbe chiedere un aiuto anche alle società energetiche. Sullo sfondo c'è ancora in piedi la trattativa con la Commissione europea sulla flessibilità di bilancio sull'energia chiesta da Roma.

Tredicesime detassate dal 2027 solo per i redditi più bassi

Sul fronte fisco il governo lavora anche alla detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi, con aliquota agevolata al 10% o al 15%. Al momento sulla misura non ci sono certezze e il tetto a cui applicarla non è stato ancora stabilito. In questo modo quindi la busta paga extra di dicembre verrà rimpinguata, ma solo per chi guadagna meno.

Come spiega ‘il Messaggero', attualmente la tredicesima è soggetta all'Irpef ordinaria e non beneficia delle normali detrazioni per lavoro dipendente riconosciute sulla retribuzione mensile. In questo modo il netto della mensilità aggiuntiva può risultare inferiore rispetto a quello di uno stipendio ordinario. Se alla fine venisse inclusa in manovra un'imposta sostitutiva agevolata potrebbe diminuireil prelievo fiscale sulla tredicesima per i dipendenti che rientrano nei requisiti. Se l'aliquota ridotta sostituisse quella ordinaria sull’intero imponibile fiscale della mensilità, il lavoratore potrebbe trattenere una quota maggiore della retribuzione aggiuntiva.

Come riporta sempre il Messaggero, non sarebbe stata ancora definita la soglia di reddito necessaria per ottenere lo sconto fiscale. Tra le ipotesi sul tavolo ci sono una soglia di 15mila euro e una di 30mila euro. Nel primo caso, il beneficio arriverebbe a platea più ristretta di dipendenti; nel secondo ci sarebbero vantaggi per un numero più ampio di lavoratori. Tutto dipenderà dai dettagli della misura: in generale per i lavoratori interessati potrebbe arrivare qualche centinaio di euro netti in più sulla busta paga di dicembre, senza variazionu dello stipendio lordo.

Verso un taglio Irpef a 55mila euro

Una delle ultime novità riguarda il fisco, e in particolare l'intervento sull'Irpef, con l’aliquota del 33% che dovrebbe allargata fino a 55mila euro (contro i 50mila attuali). Si era parlato fino a qualche settimana fa dell'aumento del secondo scaglione dell'Irpef fino a 60mila euro di imponibile, ma la misura sarebbe stata troppo onerosa, ben 2,7 miliardi l’anno, troppi per i vincoli di bilancio. Quindi la misura era stata in un primo momento accantonata, per poi essere ripescata, ma in forma ridotta.

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