Verona, resta impigliato in un macchinario agricolo: morto a 28 anni nell’azienda del nonno
Aveva deciso di proseguire con entusiasmo l'attività di suo nonno e di suo padre, ma è così che ha perso la vita: Marco Benati, 28 anni, è morto venerdì scorso mentre era al lavoro nella sua azienda agricola di Ronco all'Adige, in provincia di Verona. Il ragazzo aveva appena concluso un’operazione in campagna e stava pulendo sul retro la spargiletame quando improvvisamente è rimasto impigliato nei rulli del macchinario e non ha avuto scampo.
Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, i vigili del fuoco del distaccamento di Caldiero e i carabinieri della locale stazione, ma per il giovane non c'era ormai più nulla da fare.
Quello di Benati è l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro in un settore, come quello agricolo, che continua ad essere tra i più pericolosi in assoluto. "Non sappiamo come sia successo e aspettiamo gli accertamenti", ha commentato il segretario di Uil Agroalimentari, Daniele Mirandola. "Quello che sappiamo è che si continua a morire di lavoro. Secondo l’Inail, nei primi nove mesi del 2026 le denunce di infortunio mortale sono state 589, 19 in più del 2025. Siamo preoccupati. Chiediamo a tutti più attenzione: chi usa una macchina, chi la tiene in ordine, chi organizza il lavoro, chi lo controlla. Ognuno guardi la sua parte. Alla famiglia va la nostra vicinanza".
Cordoglio è stato espresso anche da Cgil Verona. "Esprimiamo vicinanza alla famiglia", dicono Thomas Bonfante, segretario generale Flai Cgil, e Raffaello Fasoli, segretario generale di Cgil Verona. "Morire a 28 anni lavorando nei campi è una tragedia che non possiamo accettare come inevitabile. In provincia l’agricoltura resta uno dei settori più esposti agli infortuni gravi e mortali, tra macchinari datati, ritmi di lavoro pressanti, formazione insufficiente e controlli troppo rari. Il sistema dei controlli va rafforzato, ma serve soprattutto prevenzione e formazione, anche nelle piccole aziende e per gli stessi imprenditori. La sicurezza non può essere un costo da comprimere".